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LETTERE AL DIRETTORE
‘Nostra madre salvata
da medici e infermieri del Murri’

FERMO - Marinella, Francesca, Giovanni e Federica Amurri raccontano la vicenda sanitaria della loro mamma 87enne. Ed elogiano il lavoro del personale dei vari reparti del nosocomio fermano, ringraziando la sanità fermana
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L’ospedale di Fermo

“In un momento storico come questo, nel quale siamo abituati a dare addosso a tutto ciò che è pubblico in particolare alla Sanità Pubblica, vogliamo segnalare invece un esempio di gestione veramente eccellente di una nostra familiare, in particolare di nostra madre, che si è trovata in una condizione molto delicata”. E’ la lettera ricevuta da Cronache Fermane. A scriverla, Marinella, Francesca, Giovanni e Federica Amurri che raccontano l’esperienza sanitaria, conclusasi nel migliore dei modi, della mamma.  

“Un po’ per l’età, i suoi 87 anni, un pò per una situazione che forse inizialmente era stata sottovalutata, nostra madre purtroppo è stata colpita da un infezione generalizzata che i medici ci hanno spiegato si chiama ‘sepsi’ e in conseguenza di questo ha subìto dei danni agli organi vitali che ha messo in pericolo la sua vita.
Siamo arrivati al pronto soccorso dell’ospedale Murri di Fermo nel periodo fine gennaio ove abbiamo riscontrato da subito un atteggiamento molto scrupoloso da parte del personale medico ed infermieristico, vi è stata una gestione delle prime ore molto attenta vista la criticità riscontrata delle condizioni di salute, ci hanno spiegato il pericolo che si stava correndo e dopo una degenza di circa 24-36 ore in pronto soccorso ed in terapia intensiva, nostra madre è stata trasferita in rianimazione.
Anche qui si è continuata la gestione della fase più critica con la stessa attenzione e scrupolosità già ricevute. Dopo questi difficili primi giorni è stata dimessa dal reparto di rianimazione con un miglioramento delle condizioni generali.
Una volta superata questa prima delicatissima e pericolosa fase acuta poi vi è stata una degenza di diverse settimane dapprima in gastroentereologia dove è stata rimossa la causa di questa infezione che si era instaurata e successivamente, più lunga, in nefrologia, dove si è proceduto al recupero dell’organo che forse aveva subìto i danni maggiori da quello che era avvenuto, il rene.
Vi è stato il rischio di dialisi, fortunatamente questa dialisi poi non è stata necessaria e piano piano, nostra madre, nonostante l’età ma soprattutto grazie all’impegno e alla professionalità di tutti i reparti che si sono susseguiti nella sua cura, ha recuperato perfettamente le sue condizioni e proprio di questo vogliamo ringraziare la sanità fermana“.

 


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