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Carceri delle Marche, Nobili:
“Serve una dirigenza del Prap
solo per la nostra regione”

REGIONE - Il garante: "Il sistema penitenziario marchigiano è sempre più marginalizzato nel panorama nazionale. A livello locale non esiste da tempo un punto di riferimento certo ed ogni azione rischia di essere vanificata"
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Andrea Nobili

Attivato dal Garante regionale il nuovo ciclo di visite negli istituti penitenziari marchigiani. “Chiesto – spiegano dalla Regione – un intervento concreto che veda il pieno coinvolgimento delle istituzioni dell’amministrazione penitenziaria. Le criticità riportate anche nella relazione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale presentata nelle scorse settimane alla Camera, presenti le massime autorità dello Stato

“E’ ripartito da Montacuto di Ancona il secondo ciclo annuale di visite negli istituti penitenziari marchigiani, attivato dal garante Andrea Nobili nell’ambito della prevista azione di monitoraggio. I problemi che, come già verificato nella prima fase, tendono ad acuirsi, portano lo stesso Nobili a ribadire la necessità di un intervento concreto che veda anche il pieno coinvolgimento delle istituzioni dell’amministrazione penitenziaria ai diversi livelli.

“Il sistema penitenziario marchigiano – sottolinea Nobili – è sempre più marginalizzato nel panorama nazionale. A livello locale non esiste da tempo un punto di riferimento certo ed ogni azione rischia di essere vanificata. E’ indispensabile ripristinare un’adeguata presenza del Prap, con uffici in loco ed un dirigente che pensi esclusivamente alle esigenze del territorio regionale”.

“Il Garante – aggiungono dalla Regione – ricorda le numerose segnalazioni fatte pervenire alle autorità competenti nel corso dell’ultimo anno, che hanno riguardato soprattutto la presenza di sovraffollamento, la vivibilità degli ambienti detentivi, le problematiche strutturali e l’attivazione delle attività trattamentali. Come non manca di evidenziare le carenze negli organici sia sul fronte della polizia penitenziaria, sia su quello delle altre figure chiamate a garantire gli adeguati percorsi di sicurezza, trattamento, reinserimento dei detenuti, di mediazione culturale e di assistenza sanitaria. Da ultimo, ma non per importanza, fa riferimento ai quasi quattrocento colloqui avuti con i detenuti degli istituti penitenziari marchigiani, che hanno affrontato, in larga parte, le tematiche riguardanti l’avvicinamento familiare, l’accesso all’attività lavorativa, la sanità ed ancora la vivibilità all’interno delle strutture.

Una vasta azione di monitoraggio che in questi anni Nobili ha ritenuto opportuno condividere, attraverso appositi sopralluoghi, con consiglieri regionali e parlamentari delle Marche ed i cui risultati sono anche contenuti nella relazione che il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha presentato nelle scorse settimane alla Camera, presenti le massime autorità dello Stato”.


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