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In 180 al cammino penitenziale: il venerdì santo dei ragazzi a Sant’Elpidio a Mare

SANT'ELPIDIO A MARE - Tantissimi giovani per l'iniziativa delle parrocchie elpidiensi in cammino dal centro storico a Castellano: il tema di questa edizione è stato il digiuno, tra le testimonianze quella del dr. Postacchini
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Anche quest’anno si sono radunati in tantissimi, a Sant’Elpidio a Mare, per il cammino penitenziale del venerdì santo, un appuntamento rivolto ai giovani delle parrocchie cittadine. Circa 180 i ragazzi, a partire dai 14 anni di età, che hanno partecipato ad una mattinata di camminata, preghiera, canti e riflessioni. La base di partenza è sempre la Collegiata, in centro storico, mentre l’itinerario varia di anno in anno. Questa volta la destinazione finale è stata la chiesa di San Giuseppe Artigiano a Castellano. Il tragitto si è composto di 5 tappe, è passato per il mercato di via Moro, per poi effettuare la prima fermata alla chiesa dell’ospedale. Sono seguite soste a Monte Taccone, all’acquedotto comunale, all’Osservatorio astronomico, infine alla chiesa di Castellano.

Ogni tappa è stata preparata da una parrocchia diversa di Sant’Elpidio a Mare ed è stata caratterizzata da una testimonianza. E’ intervenuto, per raccontare la sua esperienza, anche il dottor Flavio Postacchini, direttore della centrale operativa del 118 di Ascoli Piceno e fondatore dell’associazione Il Ponte a Fermo. Sono poi intervenuti l’assessore ai servizi sociali di Sant’Elpidio a Mare Gioia Corvaro, la madre di un ragazzo con disabilità, un seminarista del Seminario di Macerata ed un giovane per parlare del suo difficile rapporto col padre.

“E’ sempre molto emozionante vedere tutti questi giovani aderire con entusiasmo ad un cammino di fede – il commento del parroco di Sant’Elpidio don Enzo Nicolini – Quest’anno abbiamo voluto incentrare il cammino penitenziale sul tema del vero digiuno durante la Quaresima, una riflessione sollevata da papa Francesco. Il Papa ci ha ammonito sul fatto che il digiuno non consista solo nel rinunciare a qualche vivanda, ma abbia radici molto più profonde. Per questo ad ogni tappa abbiamo parlato di diverse forme di digiuno: dall’egoismo, dalle parole offensive, dalla tristezza, pessimismo e lamenti, dalle pressioni, dalla mancanza di perdono”.


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