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L’addio di Gianni Basso alla politica
“Ho cercato di far crescere Montegranaro”

POLITICA - In occasione dell'ultimo Consiglio comunale l'ex sindaco ha portato con sé il libello che scrisse nell’84, nel quale parlava dei problemi della città alla fine della sua prima legislatura, e ne ha lasciata una copia ad ogni consigliere
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di Marco Pagliariccio

Seduta lampo per l’ultimo consiglio comunale della legislatura Mancini. All’ordine del giorno soltanto (si fa per dire) l’approvazione del bilancio consuntivo 2018, scivolata via senza particolari problemi viste le ampie defezioni sui banchi delle opposizioni: se infatti la maggioranza era al gran completo, le sole altre presenze erano quelle di Gastone Gismondi, Annalina Zincarini, Sara Di Chiara e Gianni Basso. Proprio il pluri ex sindaco è diventato il protagonista della serata, visto che per lui si trattava dell’addio vero e proprio alla politica attiva, dopo l’annuncio di alcuni mesi fa.

«Ho deciso da tempo di non ricandidarmi, avevo già deciso di farlo nel 2009 ma Gismondi mi convinse dicendo che non si sarebbe candidato se non ci fossi stato io – ha detto Basso, cui la Mancini ha ceduto per l’occasione lo scranno più alto del consiglio – ho sempre agito da uomo libero, rispondendo solo alla mia coscienza, sin da quando iniziai gli studi in seminario. Fui cacciato proprio per le mie visioni critiche di quello che ci viene detto, in ogni occasione. Quando viviamo secondo coscienza, siamo uomini liberi che possono sbagliare ma lo facciamo con le migliori intenzioni. Come amministratore sono partito con l’entusiasmo del giovane fresco di studi che voleva cambiare il mondo. Poi strada facendo si capisce che non è così facile mettere in pratica questo modo di essere. Ma se lo si fa con la coscienza a posto, facendo sempre ciò che riteneva giusto, poi si va verso la morte con maggiore serenità. Dopo 44 anni sono ancora qui, inizia nel 1975, nel 1980 fui la prima volta sindaco. Ho cercato di far crescere Montegranaro. Non so se e come ci sono riuscito, ma l’ho fatto sempre secondo coscienza, cercando il bene di Montegranaro. Sono partito da poveraccio e finisco da poveraccio. I primi anni furono difficilissimi, non c’era niente a Montegranaro. Credo che in qualche modo siamo cresciuti. Le amministrazioni che verranno dovranno fare molto di più, auguro a chi ci sarà di riuscirci».

Basso ha portato con sé il libello che scrisse nell’84, nel quale parlava dei problemi della città alla fine della sua prima legislatura, e ne ha lasciata una copia ad ogni consigliere.


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