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Elezioni, convegno promosso dalla Fondazione San Giacomo della Marca: “Una sfida per l’Europa: oltre il capitalismo, il profitto per l’uomo”

CASABIANCA DI FERMO - Sia il tema del cambiamento di sé che quello di quale Europa costruire assumono invece un rilievo determinante. L’uomo libero, che non riduce il proprio desiderio umano ed è aperto costantemente ad una relazione che lo fa crescere sia umanamente che professionalmente è capace di cogliere quella positività da cui poter costruire
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Massimo Valentini

“All’approssimarsi delle elezioni europee stenta una dialogo reale sul tema Europa e si perpetua il continuo scontro di parti politiche avverse che non entrano nel merito delle problematiche cercando di catturare il consenso reattivo di un popolo stanco, sempre più distante dalla politica. Al contrario un dibattito oggi sull’Europa è oggi fondamentale per quei territori come il nostro che sono stati fortemente segnati dalla crisi esplosa 10 anni fa”. Così il presidente della Fondazione San Giacomo della Marca Massimo Valentini annuncia il convegno in programma il  prossimo 12 maggio, alle ore 17.15 all’Hotel Royal di Casabianca di Fermo,  con Giulio Sapelli e Giorgio Vittadini sul tema : Una Sfida per l’Europa: Oltre il Capitalismo,il Profitto per l’Uomo.

Presidente Valentini che, in vista del momento di approfondimento, spiega: “La crisi del capitalismo finanziario e dell’impostazione liberista è arrivata dentro le nostre case cambiando i caratteri strutturali della nostra economia locale. Alcuni distretti della regione, tra cui quello della moda, hanno perso un numero considerevole di attori e faticano a trovare un posizionamento competitivo sui mercati globalizzati. Il settore del commercio è stato travolto dagli sconvolgimenti prodotti dalla rivoluzione tecnologica e digitale tanto che nessuno 10 anni fa pensava di osservare il fenomeno della chiusura senza rimpiazzo di molti negozi dei centri cittadini del territorio. L’emigrazione dei giovani inoltre non riguarda più solo il sud ma vede anche nella nostra regione quote sempre più consistenti che trovano una risposta ai propri bisogni formativi e di lavoro al nord o all’estero. In questa situazione la politica ha sposato la linea delle centralizzazioni che ha sguarnito ulteriormente la presenza di governance legate ai territori come ad esempio il settore bancario che ha visto sparire istituzioni finanziarie storiche della regione. E’ una crisi prodotta dall’ impostazione antropologica di un potere che ha venduto la favola di un liberismo in cui l’uomo che persegue la sua utilità individualistica produce ricchezza per tutti e che al contrario ha creato diseguaglianze sempre più grandi. Dinanzi a tale situazione ci sono due illusioni non ragionevoli: la prima che non accetta la sfida del radicale cambiamento che viene richiesto in primis alla propria consapevolezza e la seconda che si aggrappa alla politica locale e nazionale per pretendere un cambiamento nel proprio status, ma entrambe non comprendono la profondità della crisi in atto ed hanno una radice comune. Sia il tema del cambiamento di sé che quello di quale Europa costruire assumono invece un rilievo determinante. L’uomo libero, che non riduce il proprio desiderio umano ed è aperto costantemente ad una relazione che lo fa crescere sia umanamente che professionalmente è capace di cogliere quella positività da cui poter costruire. Tale sguardo in primo luogo vede che nel territorio ci sono esperienze che esprimono una cultura integrale dell’umano tale da proporre un modo di fare impresa, un modo di praticare il mercato e di costruire la vita sociale assolutamente alternativi alla classica impostazione capitalistica centrata sull’utilità individualistica, esperienze che congiuntamente alla soddisfazione personale esprimono alti livelli di efficienza competitiva. Si sottovalutano largamente queste esperienze ma in esse ci sono tutti i contenuti per la richiesta di una nuova politica europea che persegui sussidiarietà e parità delle condizioni concorrenziali dei mercati che possano permettere un corretto funzionamento degli stessi superando le storture imposte dalle posizioni dominanti. Le caratteristiche di queste esperienze sono inoltre quelle di una passione a conoscere attraverso il metodo del dialogo cosa c’è in ballo in questa crisi ed anche di una responsabilità nei confronti di chi fa politica consapevoli che solo una presenza attiva del popolo può salvaguardarli dalla sudditanza nei confronti delle lobby o dal perseguimento del potere effimero della propria parte a prescindere dal bene comune. I soggetti di queste esperienze sono uomini liberi perché dipendono dalla bellezza dell’esperienza che vivono e non dalla sudditanza al potente di turno. Anche sui nostri territori la ricostruzione dopo la crisi degli anni mille partì da uomini non noti, ma che avevano questa libertà. Di tutto ciò parleremo nel convegno del prossimo 12 maggio con Giulio Sapelli e Giorgio Vittadini sul tema : Una Sfida per l’Europa: Oltre il Capitalismo,il Profitto per l’Uomo”.


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