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Inizia il Ramadan,
la comunità islamica apre le porte:
“Incontriamoci per superare i pregiudizi”

RELIGIONE - Intervista a Mohamed El Fanni, responsabile del Centro Islamico del Piceno. Martedì 4 giugno festa finale nella zona industriale di Monte Urano
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di Andrea Braconi

Lunedì 6 maggio. Martedì 4 giugno. Sono l’inizio e la fine del Ramadan, il periodo più solenne per la comunità musulmana, compresa quella che vive e lavora nel Fermano. Mohamed El Fanni, che ricopre il ruolo di responsabile del Centro Islamico del Piceno, è impegnato a definire i dettagli di una serie di momenti che caratterizzeranno questo mese che, tiene a rimarcare, non si caratterizza soltanto per la preghiera e il digiuno.

Cosa rappresenta il Ramadan per un musulmano?

“Non è soltanto un’astinenza dal cibo, dal bere, dai rapporti sessuali, ma è anche un mese di solidarietà e di fraternità. Noi ci raduniamo tutte le sere durante questo periodo. È un mese che ci insegna anche l’autocontrollo, è un mese di alta spiritualità e di alta disciplina. Un mese in cui la purificazione del cuore è fondamentale. L’astinenza è anche nelle azioni, per imparare ad avere un comportamento adeguato. Ecco perché parole o azioni sbagliate comportano l’interruzione del digiuno. La festa dopo 30 giorni di digiuno arriva per stare insieme in pace e in amore. È anche il giorno della ricompensa per i musulmani, nel quale vengono cancellati i loro peccati.”

E questa festa si terrà il 4 giugno.

“L’evento finale lo faremo ancora una volta nella zona industriale di Monte Urano, al campo da calcetto.”

Mohamed El Fanni

Un Ramadan che arriva in un momento storico particolare.

“Nelle settimane scorse, oltre alla manifestazione di solidarietà per le vittime della strage in Nuova Zelanda, abbiamo anche partecipato alla cerimonia per il 25 aprile. E sicuramente ci saremo anche per la festa del 2 giugno, così come in qualsiasi altra occasione in cui condividere con i nostri concittadini valori così importanti. Come detto, il Ramadan è un mese che ci insegna i valori della solidarietà e della fratellanza, ci insegna a liberare i nostri cuori dall’odio così come ci insegna anche la pazienza nei confronti dell’altro. È un momento che vogliamo condividere con gli altri, farci conoscere, avvicinarci agli altri ma fare anche avvicinare gli altri: in questo modo potremo superare molti pregiudizi e vivere con rispetto reciproco, condividendo e portando avanti tutti i valori che ci uniscono.”

L’attività che svolgete come Centro Islamico diventa così sempre più importante. Voi non nascete oggi, ma venite da un lungo e proficuo percorso.

“Ci sentiamo parte integrante di questo Paese, amiamo questa Patria e difendiamo i suoi valori. Quindi, tutto questo ci chiede di vivere la nostra italianità, la nostra appartenenza a questa terra. Approfitto per fare anche un appello: i nostri luoghi di culto non appartengono ai musulmani ma a tutta la cittadinanza, sono aperti a tutti e qualsiasi persona può venire senza dover chiedere permesso a nessuno in qualsiasi momento. Sono valori che portiamo avanti da più di vent’anni e siamo determinati a continuare, perché crediamo di poter avere un ruolo positivo per il nostro territorio e per il nostro Paese in generale.”

Durante questo mese ci saranno appuntamenti speciali?

“Anche quest’anno faremo una cena di Ramadan per spezzare il digiuno insieme ai nostri concittadini, che sono già invitati a partecipare a questo momento di cordialità e fraternità.”

Dove?

“Pensiamo di invitarvi nel nostro luogo di culto a Girola.”

E quando avverrà? Durante o alla fine del Ramadan?

“Alla metà. A breve stabiliremo la data esatta.”

Poi, come detto, ci sarà il momento finale.

“Sì, come sempre sarà particolare, una festa a conclusione del mese di Ramadan, con le porte che ovviamente resteranno aperte.”


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