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LA FINE DELL’INCUBO
Da oltre un anno le aveva reso la vita impossibile: stalker in carcere dopo le indagini della Questura

FERMO - La questura di Fermo non si è limitata a raccogliere la denuncia della vittima, ma ha visionato le immagini dei sistemi di videosorveglianza, ricostruendo i fatti con esattezza: l’uomo, in bicicletta, si era allontanato di tre chilometri da casa ove era agli arresti, per sfondare la porta dell’abitazione della sua vittima
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Da oltre un anno le aveva reso la vita impossibile, seguendola, danneggiando la sua abitazione, sino ad arrivare a minacciare i suoi familiari e anche l’avvocato che la difendeva. Un uomo di circa 50 anni fermano, con precedenti per estorsione e reati contro la persona, si era invaghito della sue ex amante e non accettava che la relazione fosse finita. L’uomo era stato ammonito dal Questore, ma ciò non gli bastava. Continuava a seguirla, a minacciarla, a danneggiarle le cose.

“All’inizio dell’anno il tribunale di Fermo, a seguito delle indagini svolte dalla questura, lo aveva sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna. Tuttavia anche questo provvedimento – spiegano dalla questura – non è stato sufficiente: l’uomo ha continuato nella sua condotta persecutoria, fino alla fine di aprile quando lo ha colpito una nuova misura restrittiva: quella degli arresti domiciliari. Sembrava che l’incubo fosse finito, invece il primo maggio scorso, appena 3 giorni dopo la nuova misura restrittiva, ha deciso di evadere dagli arresti domiciliari ed andare a danneggiare la casa dei genitori della donna.

La questura di Fermo non si è limitata a raccogliere la denuncia della vittima ma ha visionato le immagini dei sistemi di videosorveglianza, ricostruendo i fatti con esattezza: l’uomo, in bicicletta, si era allontanato di tre chilometri da casa dove era agli arresti, per sfondare la porta dell’abitazione della sua vittima con la bicicletta. Oggi la questura, fornendo all’autorità giudiziaria inconfutabili elementi di prova, ha permesso che la Procura della Repubblica ottenesse dal giudice la più grave misura della custodia cautelare in carcere. L’arresto è stato eseguito nel pomeriggio di ieri e finalmente ora le sue vittime possono stare più tranquille”.

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