facebook twitter rss

‘Quota 100’, da Fermo 279 domande
Barbaresi (Cgil): “Dati inferiori
alle previsioni del Governo”

FERMANO - La segretaria generale Cgil: "Riteniamo che siano urgenti interventi strutturali, come quelli proposti nella piattaforma che il sindacato ha presentato unitariamente al Governo per garantire la flessibilità in uscita per tutti dopo 62 anni di età, o con 41 anni di contribuzione e interventi che tengano conto della specifica condizione delle donne, dei lavoratori discontinui, di coloro che hanno svolto lavori precoci, gravosi, usuranti. Necessaria poi l’introduzione di una pensione contributiva di garanzia per i giovani"
Print Friendly, PDF & Email

Daniela Barbaresi

“Sono 3.799 le domande di pensione presentate nelle Marche per Quota 100, ovvero per andare in pensione anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi. E’ quanto emerge dai dati dell’Inps aggiornati al 13 maggio scorso ed elaborati dalla Cgil Marche.
Se si osservano i dati per provincia – fanno sapere proprio da Cgil – emerge che 1.468 domande provengono dalla provincia di Ancona, pari al 38,6% di tutte le domande a livello regionale, 765 da Pesaro Urbino (20,1%), 723 da Macerata (19,0%), 564 da Ascoli Piceno (14,8%) e 279 da Fermo (7,3%).

A livello nazionale sono 132 mila coloro che hanno presentato domanda per Quota 100, il 92% delle quali tramite i Patronati. La stragrande maggioranza di coloro che hanno presentato la domanda per andare in pensione con Quota 100 è costituita da uomini, mentre solo una domanda su quattro viene presentata da donne.

“Si tratta di numeri inferiori alle previsioni fatte dal Governo – dichiara Daniela Barbaresi, segretaria generale della Cgil Marche – sulla base del trend delle domande finora presentate e accolte a livello nazionale, la Cgil stima che nel triennio Quota 100 coinvolgerà solo un terzo delle persone previste dal Governo. Ciò significa che le risorse impegnate saranno utilizzate solo in parte, come peraltro è già accaduto per altre misure come per l’Ape social, precoci, esodati, lavori usuranti, opzione donna. Si parla di Quota 100 – aggiunge Barbaresi – ma chi non ha almeno 38 anni di contributi deve comunque aspettare la pensione di vecchiaia, e questo esclude soprattutto i lavoratori più deboli, che hanno meno contributi o carriere lavorative più discontinue a partire dalle donne, come anche i dati confermano. Inoltre, Quota 100 rappresenta un ulteriore provvedimento a termine che non modifica in alcun modo la legge Fornero e non affronta in maniera strutturale i nodi del sistema previdenziale. Per questo, riteniamo che siano urgenti interventi strutturali, come quelli proposti nella piattaforma che il sindacato ha presentato unitariamente al Governo per garantire la flessibilità in uscita per tutti dopo 62 anni di età, o con 41 anni di contribuzione e interventi che tengano conto della specifica condizione delle donne, dei lavoratori discontinui, di coloro che hanno svolto lavori precoci, gravosi, usuranti. Necessaria poi l’introduzione di una pensione contributiva di garanzia per i giovani”.

Elio Cerri, segretario generale Spi Marche, aggiunge: “Il primo giugno i pensionati di Cgil Cisl e Uil scenderanno in piazza, in una manifestazione nazionale a Roma, in piazza San Giovanni, per testimoniare la loro insofferenza e insoddisfazione nei confronti di un governo che finora non ha voluto ascoltare le loro richieste su pensioni, sanità, assistenza, fisco e le cui politiche hanno penalizzato milioni di persone anziane”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


X