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Psicologia scolastica dell’ambito XIX
da applausi all’Alma Mater,
relazione ‘apripista’ della Zechini

FERMO/CESENA - Successo per la relazione sul servizio di psicologia scolastica dell'ambito XIX all'università Alma Mater a Cesena. A trattare il tema è stata Silvana Zechini, consigliere dell’Ordine degli psicologi delle Marche. I complimenti del sindaco Paolo Calcinaro
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Un servizio che fa scuola, un modello da seguire, un esempio per altri territori e regioni. E’ quello sulla psicologia scolastica che è attivo nei Comuni dell’Ambito Sociale XIX di Fermo dal 2014, sulla base di un protocollo sottoscritto da Ambito, Ordine degli Psicologi e Ufficio Scolastico.

A presentarlo e a illustrarne la sua validità come eccellenza, richiesto dalle scuole e sostenuto dalla ricerca scientifica e dal mondo accademico, Silvana Zechini, psicologa, psicoterapeuta e consigliere dell’Ordine degli Psicologi delle Marche, su invito di Maria Cristina Matteucci, nel corso di un seminario organizzato nei giorni scorsi dalla Facoltà di Psicologia dell’Università Alma Mater di Bologna nella sede di Cesena.

“Fa veramente piacere – ha detto il sindaco di Fermo e presidente del comitato dei sindaci dell’Ambito XIX Paolo Calcinaro – questa manifestazione di attenzione e apprezzamento anche dall’Università di Bologna per un’ottima progettualità nata dalla spinta della dottoressa Zechini e instaurata da questo Ambito Sociale. Ho avuto modo di seguirla sin da quando ero assessore e credo che oggi il percorso viene valorizzato appunto anche da questa attenzione, che viene da una delle Università più importanti d’Italia: Fermo è stato capofila e ci auguriamo che possa rimanere tale qualora questo intervento venga preso ad esempio anche dalla Regione Marche”.

Zechini ha parlato della psicologia scolastica come “utilissima collaborazione fra scienza psicologica, educativa e mondo della scuola, che ha la funzione di immettere nella scuola stesa riflessioni, strumenti e tecniche d’intervento efficaci nelle aree della relazione, dell’apprendimento, del comportamento e delle emozioni, sui programmi di prevenzione e di intervento sulla complessità evolutiva, a favore del benessere a scuola dei ragazzi, dei docenti, delle famiglie e del personale scolastico. La scuola – ha ricordato Silvana  Zechini nella sua illustrazione – è la principale agenzia di formazione e socializzazione dei minori, è luogo privilegiato del loro benessere integrale (fisico, psicologico, apprenditivo) e quindi di conoscenza relazionale, luogo di vita dove ci si incontra con i coetanei, di convivenza civile e relazionale con gli adulti, un ambito fondamentale per contribuire ad affrontare le problematiche nelle fasi di crescita. Costituire un servizio di psicologia scolastica all’interno delle scuole significa avere l’opportunità di affrontare e risolvere problematiche inerenti la crescita, oppure legate all’insuccesso scolastico, alla dispersione scolastica, al bullismo, al cyberbullismo, alla dipendenza da internet e videogiochi ed è un’opportunità per affrontare le fasi di crescita evolutiva dei ragazzi, compresa la fase adolescenziale.
Il servizio di psicologia scolastica presuppone la costituzione all’interno degli istituti scolastici di uno spazio dedicato prioritariamente ai ragazzi, ai loro problemi, ai bisogni, ai loro desideri, alle difficoltà con il mondo della scuola, delle famiglie e dei coetanei e si pone come spazio possibile di confronto e incontro per i genitori con gli insegnanti, per capire, condividere o risolvere situazioni.

La relazione con i ragazzi e con tutti gli altri agenti non ha fini terapeutici. La psicologia scolastica si esplica in varie aree di attività: quella di informazione, orientamento e sostegno diretto a docenti, genitori ed alunni, sia individuale che di gruppo, l’area dell’apprendimento, l’area della crescita relazionale (prevenzione del bullismo, cyberbullismo e dipendenze tecnologiche), l’area della compartecipazione alla programmazione, la promozione della cultura dell’integrazione, la prevenzione della violenza di genere, l’educazione al contrasto ed ai fattori che predispongono alle dipendenze patologiche”.


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