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“Unfriended – Dark web”,
tutte le nostre paure
moderne prendono forma

Per gli appassionati di cinema, la recensione di Giuseppe Di Stefano
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di Giuseppe Di Stefano

Tutte le nostre più moderne paure prendono forma in questo nuovo online-horror film.

Come il suo predecessore del 2015 Unfriended, del quale può essere considerato un sequel “autonomo”, Unfriended: Dark Web si svolge in tempo reale e tutta l’azione si verifica all’interno dello schermo di un computer. Il primo film aveva come protagonisti degli amici adolescenti, e il fantasma di uno di essi, che si tormentavano a vicenda online, mentre questa volta lo sceneggiatore, qui debuttante regista, Stephen Susco ha creato qualcosa di più fedele alla realtà, e per questo forse ancora più spaventoso, mostrando i lati più seri e sinistri del web.

Il film si apre su una schermata di accesso, dove un tizio di nome Matias (Colin Woodell) sembra stia tentando di accedere a un computer non suo. Mentre avvia social e altre app, Matias trova le informazioni di accesso del probabile proprietario, cancellandole e aggiungendo le sue. Per curiosità, alla fine dà un’occhiata all’account già collegato, quando è immediatamente colpito da una raffica di messaggi di diversi mittenti. A distinguersi tra loro, tuttavia, è qualcuno che chiede di sapere chi stia usando il computer e non ci vuole molto a capire che si tratta del suo legittimo proprietario.

Mentre fa tutto questo, Matias sta anche effettuando una videochiamata con la sua fidanzata Amaya (Stephanie Nogueras), alla quale si aggiungono poi i suoi amici: l’esperto di tecnologia Brit Damon (Andrew Lees), il teorico delle cospirazioni AJ (Connor Del Rio), il musicista Lexx (Savira Windyani) e, in coppia, Nori (Betty Gabriel) e Serena (Rebecca Rittenhouse). Girovagando virtualmente nel computer, Matias finisce per trovare dei file nascosti che daranno il via, dapprima a molte domande sull’identità del proprietario del laptop, poi ad una spirale di terrificanti vicissitudini che ci porteranno pian piano a scoprire un complotto molto più grande di Matias e dei suoi amici.

È impressionante il modo in cui il film lavora per incorporare nuovi fenomeni contemporanei, dai Bitcoin allo swatting, in un vortice di elementi multitasking che si incontrano in ogni punto della trama. E proprio questo risuona come uno degli ingredienti più inquietanti, perché rende tutto così spaventosamente possibile. Unfriended: Dark Web, infatti, non potrebbe sembrare più attuale e ne appare ben consapevole. Non cerca affatto di essere un “film di cui abbiamo bisogno oggi” ma forse, proprio per questo, lo è.


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