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Ospedale di Amandola,
esposto in Procura
del Movimento 5 Stelle

AMANDOLA - Il consigliere regionale pentastellato Peppino Giorgini vuole chiarimenti sui passaggi amministrativi che hanno portato alla chiusura del vecchio nosocomio e alla progettazione del nuovo. A supportarlo i senatori Giorgio Fede e Mauro Coltorti
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Peppe Giorgini

 

“Un esposto in Procura per fare chiarezza sugli atti amministrativi riguardanti la chiusura dell’ospedale di Amandola e il progetto di realizzazione del nuovo nosocomio”. L’annuncio del consigliere regionale del M5S, Peppe Giorgini. A formalizzarlo, ieri 21 maggio presso il Tribunale di Ancona, è stato lo stesso Giorgini. Al suo fianco anche i senatori Giorgio Fede e Mauro Coltorti, che ne condividono appieno gli obiettivi.

“Un ospedale che – entra nel merito il consigliere pentastellato – poteva essere reso funzionante e strategico in tempi brevissimi è stato invece chiuso, lasciando una intera comunità, i cittadini di Amandola e del comprensorio dei Sibillini, già piuttosto isolati, senza alcuna assistenza. Immediatamente dopo le devastanti scosse sismiche che hanno dilaniato la zona. Oltre ai grossi disagi causati dal terremoto, gli abitanti che ne hanno avuto necessità si sono dovuti sobbarcare viaggi di almeno un’ora per raggiungere gli ospedali più vicini, vale a dire Camerino, o Fermo, o Ascoli, con tutte le conseguenze del caso. Pensiamo che questa situazione sia inaccettabile. Si è deciso, fra l’altro, di realizzare il nuovo ‘ospedale dei Sibillini’, che vedrà a mio avviso la luce forse fra un paio di lustri”. Giorgini vuole chiarimenti anche in merito all’area individuata per la realizzazione del nuovo nosocomio. “E pensare che il vecchio edificio, in base alle schede Aedes, non aveva subito danni così irreparabili e sarebbe stata sufficiente una sistemazione dei tramezzi per renderlo di nuovo fruibile e sicuro.

Giorgini, Fede e Coltorti si rivolgono pertanto alla Procura: “Affinché – chiariscono – venga stabilito se l’iter attivato sia conforme alla normativa vigente in materia e se siano legittimi tutti gli atti amministrativi”.

“Ci siamo rivolti alla Procura della Repubblica di Ancona, inoltrando per conoscenza l’esposto anche alla Procura di Fermo e all’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione), affinché – conclude Giorgini -possano essere posti in essere i necessari accertamenti.

 


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