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LA RECENSIONE
“Ralph spacca Internet”, un sequel ben strutturato, tra divertimento e riflessione

Per gli appassionati di cinema, la recensione di Eraldo Di Stefano
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di Eraldo Di Stefano

Arriva il DVD del sequel del fortunato film d’animazione “Ralph Spaccatutto”

Sono anni ormai che i film in computer grafica non sono più un genere destinato esclusivamente ai più piccoli, ma piuttosto qualcosa per tutta la famiglia. Come questa pellicoa, il 57° classico Disney, che va oltre il semplice divertimento, collegandosi anche alla nostra triste realtà.

Sequel di Ralph Spaccatutto uscito nel 2012 dove un eroe di un videogame arcade cercava di liberarsi da una vita di insensata distruzione, arriva ”Ralph Spacca Internet”, diretto da Phil Johnston e Rich Moore. Il protagonista è sempre Ralph, che esce dal suo gioco per andare in giro nella più ampia rete internet, dove scoprirà comportamenti assurdi e crudeli, che purtroppo si riallacciano a quella che è oggi la cultura popolare online.

La ragione per cui Ralph (doppiato da John C. Reilly) e la sua migliore amica Vanellope (doppiata da Sarah Silverman) vanno online è per trovare un volante sostitutivo per la console dopo averlo rotto durante un match a Sugar Rush. Entrano in internet ma non comprendendo bene il concetto di asta online, arrivano a dover pagare una grossa somma per evitare di perdere il volante. Da qui iniziano una serie di vicissitudini che portano Ralph a divenire una video superstar virale su un sito chiamato The Buzz Tube.

Nel frattempo Vanellope viene rapito da un grintoso gioco chiamato Slaughter Race, che si svolge in una landa desolata. Ad un certo punto Vanellope si ritrova in una angolo del web chiamato Oh My Disney, dove incontra alcune delle Principesse Disney che le daranno dei consigli.

Mentre Vanellope inizia sempre di più a forgiare la propria strada, Ralph diventa via via più ossessionato dal tentativo di salvare la loro inseparabile amicizia, divenendo facile preda delle capacità di internet di nutrirsi delle insicurezze di chi ne fruisce. E alla fine da qualche parte, tra le immagini ornate del film e l’umorismo irriverente, potremmo cominciare a renderci conto che in realtà stiamo osservando una terrificante, incisiva satira sui modi in cui una vita vissuta eccessivamente online riesca a tirare fuori anche la parte peggiore delle persone.


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