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LA STORIA
«Offro un pasto caldo ai bisognosi»
Il ristoratore generoso apre le porte

PORTO SANT'ELPIDIO - Il titolare della Terrazzina sul mare pronto a preparare ogni giorno, dalle 11 alle 12, un pasto a chi non può permetterselo:""Non c'è vergogna e non c'è orgoglio, io lo capisco. Non voglio farmi pubblicità, è qualcosa che viene da dentro. Se qualcuno penserà male, problemi loro - ha scritto il proprietario del ristorante - Mi riservo solo la priorità del dono. Tutti insieme con un piccolo gesto possiamo fare molto"
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di Pierpaolo Pierleoni

Un pasto caldo tutti i giorni alle persone in difficoltà. E’ quello che il ristorante La terrazzina sul mare, sul lungomare Faleria di Porto Sant’Elpidio, ha deciso di offrire a chi attraversa una delicata situazione economica. L’avviso è stato pubblicato sulla pagina Facebook del locale ed ha riscosso in pochi giorni numerose condivisioni. “Non c’è vergogna e non c’è orgoglio, io lo capisco. Non voglio farmi pubblicità, è qualcosa che viene da dentro. Se qualcuno penserà male, problemi loro – ha scritto il proprietario del ristorante – Mi riservo solo la priorità del dono. Tutti insieme con un piccolo gesto possiamo fare molto”.

L’ideatore dell’iniziativa ha aperto da 3 mesi a Porto Sant’Elpidio, che frequenta da tempo. E’ di origine macedone, vive in Italia da 22 anni, risiede a Potenza Picena e tutti, ormai, lo conoscono come Giovanni. Racconta che l’idea di fare qualcosa per i bisognosi è nata una sera. “Una ragazza si è presentata al locale – spiega il ristoratore – mi ha chiesto sotto voce se fosse possibile avere una pizza da portare via, per lei e la famiglia, ma mi ha detto che non era in grado di pagare. Era in forte imbarazzo, ho provato a farla aprire un po’ e mi ha spiegato che la sua famiglia viene dalla Puglia, da due anni vive dentro un’auto con la sorella ed i genitori. Il padre ha superato una grave malattia e non hanno reddito. Ho subito detto al pizzaiolo di preparare 4 pizze, gliele ho offerte e le ho detto che poteva tornare quando voleva. Nei giorni successivi ci siamo rivisti, li ho invitati anche ad entrare ed accomodarsi, ma hanno rifiutato perchè i genitori si vergognavano, preferivano mangiare in macchina. Ora quella famiglia è ripartita diretta a nord, ma da quel momento ho sentito il dovere di fare qualcosa”.

Da quell’incontro è nata l’idea di dedicare un po’ di tempo ai più poveri. “Ho parlato dell’iniziativa con lo staff della cucina – continua Giovanni – tutti l’hanno accolta con entusiasmo e si sono messi a disposizione, anche a lavorare un’ora in più, se è per una buona causa. Così, dalle 11 alle 12, saremo pronti ad accogliere chi si trova in difficoltà. Non è certo un piatto offerto a chi ha bisogno di aiuto a fare la differenza per un ristorante”. Il gesto del ristoratore ha riscosso molti commenti positivi, ma anche qualche perplessità. “Qualcuno mi ha detto che faccio male, ma io resto convinto sia una buona cosa. Sono cresciuto in Macedonia, erano periodi difficili ed ho visto tanta gente povera, ma c’era anche uno spirito diverso, c’era più disponibilità ad aiutarsi. Oggi vedo troppa indifferenza, ci lamentiamo se non abbiamo l’ultimo modello di I-Phone, ma non ci accorgiamo che c’è chi non ha neanche il pane. A volte basta un piccolo gesto che a noi non toglie nulla, io ho deciso di farlo. Non mi illudo di risolvere i problemi di chi non ha lavoro e a volte neanche una casa, ma credo che un po’ di umanità possa solo far bene”.


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