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Lavoro, FI: “Siamo in emergenza
ma il governo è incapace
di affrontare la crisi delle imprese”

POLITICA - L'analisi e le critiche a governo centrale e regionale in una nota a firma Jessica Marcozzi, Andrea Cangini e Marcello Fiori: "Non più rinviabili piani di sviluppo. Per noi capisaldi lavoro e famiglia"
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Da sin. Marcozzi, Fiori, Cangini

“Mercatone Uno, Whirlpool, aziende che chiudono o delocalizzano- dichiarano in una nota Jessica Marcozzi capogruppo di Forza Italia in Regione, il senatore FI Andrea Cangini e il commissario regionale FI Marcello Fiori – con migliaia di lavoratori letteralmente per strada (per il Mercatone Uno in 1.800 , per Whirlpool 450, per l’ultima azienda marchigiana che ha delocalizzato, 100 lavoratori in crisi) e famiglie in ginocchio.

Ogni giorno assistiamo a un vero e proprio ‘bollettino di guerra’ in materia di lavoro, imprenditoria, economia. E i governi nazionale e regionale non fanno nulla, incapaci di dare risposte concrete. Anzi sono occupati in imbarazzanti scaramucce che rendono sempre più ridicolo il nostro Paese agli occhi dell’Europa e del mondo, brancolano nel buio e quando si improvvisano in annunci non fanno altro che far crollare ancor di più l’economia nazionale e regionale.

Ed ora che si trovano alla guida degli italiani, diano ai lavoratori, alle famiglie le risposte che meritano. Altrimenti si facciano da parte prima che sia troppo tardi. Si sta giocando con la pelle dei lavoratori e delle loro famiglie e la possibilità di dare uno sviluppo economico a intere aree del nostro territorio. L’Italia e le Marche vivono una autentica emergenza che è quella del lavoro.  Forza Italia è vicina al dramma di questi lavoratori e si batterà in tutte le sedi istituzionali (Regione, Parlamento italiano ed Europeo) per dare immediatamente una risposta di sostegno economico ai lavoratori coinvolti e individuare la soluzione imprenditoriale che dia le migliori certezze per il futuro.

Il post del ministro Di Maio allegato alla nota di FI

Per noi lavoro e famiglia sono da sempre due capisaldi. Non sono ormai non più rinviabili un serio piano di sviluppo infrastrutturale (utilizzando i fondi europei) con sgravi alle imprese in modo da favorire le assunzioni, vere, l’occupazione, la nascita di aree industriali adeguate e la permanenza dei cicli produttivi delle aziende sul territorio. Serve insomma una programmazione per lo sviluppo industriale sul territorio, a partire dalle zone depresse e colpite dal sisma, con l’alleggerimento della pressione fiscale su imprese e famiglie. Ma di tutto ciò nei progetti del governo non c’è nemmeno l’ombra. L’unica lettera di licenziamento – conclude la nota- che davvero sarebbe necessaria è quella che gli italiani possono inviare a questo Governo”.


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