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Domenica 9 giugno 1957: l’imponente manifestazione per la Provincia di Fermo

FERMO - La sera di una domenica di 62 anni fa ci fu in città una massiccia partecipazione popolare, non solo di fermani, a favore della ricostituzione dell'ente territoriale soppresso poco meno di cento anni prima. L'anno dopo fu la volta degli studenti
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Piazza del popolo poco prima dell’inizio della manifestazione di domenica 9 giugno 1957 (Foto Del Papa)

 

di Paolo Bartolomei

Pochi giorni prima era stata presentata in Parlamento dai deputati locali Danilo de’ Cocci e Francesco Concetti la proposta di legge n. 2940  per ricostituire l’ente; fu il secondo tentativo parlamentare dopo quello del 1876 e questa dimostrazione di piazza doveva servire per sensibilizzare tutto il mondo politico a sostenere il cammino della p.d.l.

La Voce delle Marche del giugno 1957

Piazza del Popolo era affollata come non mai, come dimostrano le foto di Del Papa. In poche altre occasioni ci fu una partecipazione popolare di questa entità, solo in occasione della liberazione di Fermo nel 1944 e nel centenario dell’Itis Montani quando nel 1955 venne in città anche il Presidente della Repubblica Gronchi. E in poche altre circostanze si è ripetuto in seguito.

In quel 9 giugno non c’erano solo fermani ma anche da persone che venivano dai centri di tutto il circondario: chi c’era ricorda che arrivarono pullman di manifestanti addirittura da Ripatransone.

Su tutti i pilastri dei porticati di piazza furono appesi gli stemmi di ognuno dei 44 comuni che avrebbero dovuto costituire la nuova provincia. I confini dell’ente non sarebbero stati quelli della odierna provincia (40 comuni), ma gli stessi dell’ente esistito fino al dicembre 1860. Erano ricompresi anche Ripatransone, Cossignano, Grottammare, Cupra, Massignano e Montefiore (che invece con la provincia attuale sono rimasti con Ascoli), ma erano esclusi Amandola e Montefortino (che oggi stanno con Fermo).
La stessa perimetrazione pre-1860 è giunta fino a noi oggi solo per la competenza territoriale del Tribunale di Fermo (circondario giudiziario, fiscale e catastale).

L’intervento dell’on. Umberto Tupini, sindaco di Roma

Dalla loggetta del Palazzo dei Priori parlarono il sindaco di Fermo, Mario Agnozzi, quello di Porto S. Giorgio, Nello Cossiri, e addirittura anche un sindaco di molto lontano, di Roma, si, perché era anche deputato di Fermo, cioè Umberto Tupini. Anche un ex sindaco fermano, Giuseppe Giammarco, ora presidente del comitato popolare. Non mancarono i due principali presentatori della pdl, Concetti e de’ Cocci e altri politici come il deputato comunista Mazzola, lombardo.

Si puntò molto sul fatto che questa era una ricostituzione di un ente sempre esistito e non la nascita di una provincia ex novo o con meno tradizione storica, come quelle di Pordenone, Isernia e Oristano (che avevano iniziato il cammino con Fermo ma che, al contrario di questa, sarebbero invece state approvate pochi anni più tardi), e come tutte le altre che proponevano analoghe istanze già all’epoca (ad. es. Biella, Rimini, Prato, Civitavecchia, Lanciano, Termoli, Larino e Melfi), alcune delle quale avrebbero trovato soluzione solo quarant’anni dopo. Fermo era l’unica entità politica ad essere sempre esistita costantemente per più di venti secoli ma è quella che, alla fine, ha dovuto attendere più di tutte per ottenere il proprio riconoscimento.

L’adesione del Comune di Porto S. Giorgio, annunciata dal sindaco Nello Cossiri

Con grande soddisfazione di tutti, il 28 gennaio dell’anno dopo, 1958, il Parlamento approvava la “presa in considerazione” della pdl, ma purtroppo, nonostante le assicurazioni, non fu mai calendarizzato per discussione e votazione.
A remare contro Fermo le solite controspinte politiche dei tanti contrari, e anche i tempi stretti, perché la 2° legislatura della repubblica terminò pochi mesi dopo, maggio 1958, e nella successiva nessuno ripropose la questione.

L’adesione di tutti i comuni del circondario

Il sangiorgese de’ Cocci proseguì il suo cammino parlamentare, mentre per il faleronese Concetti, che era uno strenuo sostenitore della causa, l’esperienza a Roma terminò qui.

I viaggi a Roma del sindaco di Fermo Agnozzi

Non c’era reale volontà all’interno del partito di maggioranza nazionale all’epoca, la DC (soprattutto nei vertici regionali, che nell’Ascolano e nel Maceratese vedevano la DC più forte che nel Fermano, e riuscivano sempre a convincere i vertici nazionali), tant’è che in un modo o nell’altro furono fatti fallire anche i due successivi tentativi parlamentari (quello del 1983, 8° legislatura e quello del 1992, 10° legislatura, presentati sempre per lo più da democristiani).
A dire il vero i maligni hanno sempre sostenuto che tutti questi tre tentativi (anche quello del 1957) furono proposti sempre a ridosso del termine della legislatura più come operazione propagandistica del partito di maggioranza, che non altro.

Fermo difatti riuscì ad arrivare al traguardo solo al quinto tentativo, quello degli anni ’90-2000, quando ebbe la fortuna e l’abilità ad agganciarsi e farsi sostenere da forze politiche del tutto nuove, cioè Forza Italia, Alleanza Nazionale ma soprattutto dalla Lega Nord di Umberto Bossi che voleva a tutti i costi la nascita della Provincia della Brianza con capoluogo Monza, dal cui iter parlamentare Fermo riuscì a farsi trainare fino agli ultimi, decisivi minuti, della seduta del 19 maggio 2004.

Gennaio 1958: la presa in considerazione della Camera che però non calendarizzerà mai il ddl per la votazione

 

L’anno dopo, il 1 febbraio 1958 (subito dopo la “presa in considerazione” della Camera), ci fu un seconda grossa manifestazione popolare, questa volta di studenti, sia in piazza che al Teatro dell’Aquila.

 

Piazza del popolo a manifestazione iniziata

 

Anche i comunisti (come il deputato lombardo Giovanni Mazzola) si dichiaravano pubblicamente a favore delle nuove province, ma poi in seno al partito e alla maggioranza parlamentare c’erano molti contrasti.

 

Intervento del prof. Pompilio Bonvicini che ricordava l’importanza politica di Fermo come capoluogo sin dal tempo della Regio Picena

 

Manifesto che pubblicizzava la manifestazione del 9 giugno

 

La proposta di legge n. 2940 del 1957

 

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