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Rifiuti da Montegranaro all’Africa:
migliaia di pneumatici e Raee
sequestrati dal Noe, due denunce

MONTEGRANARO - I carabinieri hanno denunciato due ghanesi. Sequestrati anche un immobile e relative pertinenze per un’estensione complessiva di 2.000 metri quadrati, circa 6.500 pneumatici fuori uso, e vari rifiuti, anche pericolosi
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“A seguito di una segnalazioni sulla gestione illecita di diverse tipologie di rifiuti anche pericolosi nel territorio del comune di Montegranaro, i carabinieri del Noe di Ancona insieme ai militari della compagnia carabinieri di Fermo e del personale del 13esimo nucleo elicotteri carabinieri di Forlì, a termine di attività investigativo/ispettiva elisupportata, eseguita presso un’area aziendale, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo due ghanesi ritenuti responsabili a vario titolo della gestione non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi e non, del tentativo di spedizione transfrontaliera di rifiuti e del getto pericoloso di cose”. Così i carabinieri del Nucleo operativo ecologico nell’annunciare l’esito di una brillante, l’ennesima, operazione. Noe che entra nel dettaglio dei sequestri e delle denunce:

“I due uomini erano in procinto di organizzare abusivamente la spedizione dei pneumatici e dei Raee rinvenuti (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) verso paesi del nord Africa.

Nel corso dell’attività i militari del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Ancona hanno sottoposto a sequestro penale un immobile e relative pertinenze per un’estensione complessiva di 2.000 metri quadrati, circa 6.500 pneumatici fuori uso, risultati inconfutabilmente essere rifiuti speciali, numerosi Raee costituiti da elettrodomestici di vario genere e dimensione privi di qualsiasi documentazione attestante la loro funzionalità quali frigoriferi, televisori, monitor di vario genere, aspirapolveri, forni a micro onde, e rifiuti di varia tipologia, pericolosi e non pericolosi.

I pneumatici erano accatastati anche su un’area esterna all’edificio, a diretto contatto con il terreno e la vegetazione senza alcuna protezione dall’azione degli agenti atmosferici ai quali erano conseguentemente esposti.

I due cittadini ghanesi, che avevano opportunamente inserito fino a 4 o 5 pneumatici l’uno dentro l’altro all’evidente fine di ridurne la volumetria finale, erano in procinto di stivare i rifiuti all’interno di un container che sarebbe a breve dovuto partire alla volta del porto di Genova per poi essere avviato con spedizione transfrontaliera verso lo stato africano del Ghana”.

 

 

 

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