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Smart Working, fenomeno
in aumento del 20% nel 2018:
ecco in cosa consiste

LAVORO - Cresciuto il numero di lavoratori che hanno sfruttato questa innovativa modalità flessibile e autonoma, per un totale di 480 mila persone in Italia
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Il 2018 è stato un grande anno per lo smart working, un fenomeno che si dimostra in crescita, come confermano i dati. Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, si parla di un incremento lo scorso anno pari al +20%. Nella fattispecie, è cresciuto di 20 punti percentuali il numero di lavoratori che hanno sfruttato questa innovativa modalità flessibile e autonoma, per un totale di 480 mila persone in Italia.

Un approfondimento sul lavoro agile

Anche se in molti credono che lo smart working sia solo “lavoro da casa”, in realtà è molto di più, per via della combinazione di tre elementi chiave: autonomia per gli orari di lavoro, flessibilità e collaborazione. In pratica, il lavoratore ha la possibilità di svolgere un certo numero di ore in remoto, potendo contare sul lavoro a distanza, reso possibile dagli strumenti hi-tech forniti dalle aziende. A questa forma (nota come remote working) vengono unite anche le ore in ufficio, rese più agili dalle introduzioni hi-tech dell’azienda.

Da specificare, poi, che la retribuzione va ad obiettivi, e non viene stabilita con il conteggio totale delle ore di lavoro. In Italia, lo smart working viene regolamentato dalla legge 81/2017, ed è un sistema che fa bene sia alle aziende che ai professionisti: le prime tagliano i costi e ottimizzano la produttività, i secondi sono più autonomi e possono godere di un lavoro maggiormente flessibile.

Altre informazioni da conoscere

In pratica lo smart working è un sistema che mixa sapientemente tutti i vantaggi del lavoro da remoto (da casa o da qualsiasi posto diverso dall’ufficio) e del coworking, ovvero delle postazioni in condivisione. Il lavoro agile, come detto, produce svariati vantaggi per entrambe le realtà (azienda e lavoratore). Fra questi non va sottovalutata la questione lavoro-famiglia: lo smart worker, infatti, acquisisce maggiore serenità anche perché può godersi di più i familiari, dato che può lavorare per un certo quantitativo di ore da casa.

Cala dunque lo stress e aumenta il comfort, ma bisogna comunque stare attenti, perché possono aumentare anche le distrazioni. Ecco perché conviene studiare qualche consiglio utile per chi si avvicina a questa modalità di lavoro.

Consigli utili per gli smart workers

Intanto bisogna poter contare su una connessione performante e stabile, perché lo smart working richiede innanzitutto questa presenza. Il consiglio in questo caso è di consultare online le varie offerte per avere internet illimitato a casa, come quelle presenti sul sito di Linkem ad esempio. Così sarà possibile evitare problemi, stress e nevrosi legate alla connessione che rallenta quando si lavora. Un secondo consiglio utile è il seguente: concentrarsi, come se la casa fosse l’ufficio, ed evitare distrazioni come Facebook o il cellulare (da usare solo per lavoro). Inoltre, si suggerisce di svolgere un solo compito per volta, perché il multitasking può ridurre le prestazioni fino al 40%. Sì allo smart working, quindi. A patto che venga messo in pratica come si deve.

(Guest Post)


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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