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La Recensione
“Climax” Al cinema l’ultimo sceneggiato dell’enfant terrible Gaspar Noé

Per gli appassionati di cinema, la recensione di Eraldo Di Stefano
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di Eraldo Di Stefano

In Climax i marchi di fabbrica Noé sono tutti presenti: effettivi visivi al neon, feste, atmosfera che passa da 0 a 100 in un istante. In superficie questa è una storia di orrore di ballerini giovani, belli e corrotti, presentati una sera bevendo (a loro insaputa) sangria con LSD in una sala da ballo. Sembra quasi come se il cast di Fame entrasse nella Divina Commedia di Dante, rendendo confusa e labile la differenza tra ciò che è bello e ciò che non lo è, ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Noé eccelle nella sua mancanza di moralizzazione, non c’è una linea chiara, un confine tra il seducente inebriante (la musica, i giovani e belli ballerini, l’alcool, il sesso occasionale) e il terribile e oscuro (tutto quanto sopra, una volta coinvolti gli acidi). Al di sotto di tutto questo, Climax evoca anche i sentimenti di odio per sé stessi, rimpianti e vergogna che accompagnato tutto questo “divertimento”.

La musica si trasforma in eccitante e sinistra, rumorosa e affollata, mentre le droghe martellano la circolazione sanguigna, riempiendo il tutto di edonismo e piacere. Una delle scene più da incubo è quella di Gazelle (Giselle Palmer) che in un momento concitato “afferra” le pareti del corridoio, con la musica che amplifica la scena trasmettendo un vago senso di terrore in chi osserva. Quella che era una festa, troppo velocemente e facilmente, si trasforma il un baccano fuori controllo.

Lo schermo esplode i comandamenti eretici, illuminati da neon luccicanti, senza lasciar chiaramente intendere se è più una celebrazione o un giudizio verso i giovani immorali, presentando scene di ogni genere che lasciano trasparire un degrado della persona quando si trova in determinate circostanze.

Climax funziona bene, a dispetto di quanto si possa pensare, perché non mostra ciò che i personaggi vedono con l’LSD ma quello che si vede dall’esterno: la telecamera zooma un personaggio poi si allontana e lo lascia cadere, seguendone un altro. Noé usa anche scene orgiastiche di sesso quasi claustrofobiche per annunciare quasi una sorta di vuoto e di depravazione.

Sostenendo che si tratta anche di una storia vera, il cast di Climax è credibile e viene fuori bene, creando un mix di coinvolgimento e sconvolgimento, tra musica e colori. Nella visione di Noé nulla è usuale: le droghe sono all’ordine del giorno, il sesso non ha valore e tutto si perde nell’orrore.


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