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Cordoglio in città: è scomparso
Valentino ‘Maurizio’ Leoni,
giornalista e regista

FERMO - Un'altra grave scomparsa colpisce il mondo sportivo che ruota intorno alla Fermana, e non solo. Una notizia inattesa fino a poche settimane fa
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di Paolo Bartolomei

Nella notte, dopo una breve malattia, è venuto a mancare Valentino Leoni (da tutti conosciuto come Maurizio), collaboratore giornalistico sportivo sin dai primi anni ’70, iscritto all’Ordine dei giornalisti dal gennaio del 1975. Era, tra i cronisti oggi in attività, quello che aveva iniziato prima di tutti, esattamente circa 50 anni fa, quando iniziò a collaborare con Il Messaggero dove dava una mano all’allora corrispondente principale Danilo Interlenghi nella redazione di viale Vittorio Veneto.

In seguito aveva scritto per tanti anni con il Corriere Adriatico e oggi con Il Resto del Carlino, ma il suo vanto è stata la lunga corrispondenza dallo stadio Bruno Recchioni per il più importante giornale sportivo italiano, La Gazzetta dello Sport, negli anni del professionismo della Fermana a cavallo degli anni novanta e duemila. La sua firma è uscita per più di una decina di anni sulle colonne della “rosea”. Ospite fisso come opinionista nelle trasmissioni sportive di Radio Fermo Uno.

Maurizio Leoni sul palco

Maurizio era un personaggio che al primo impatto non poteva non destare simpatia: solare, schietto, estroverso, generoso. Avrebbe compiuto 72 anni tra un mese. La sua maggiore popolarità e soddisfazione personale l’aveva raggiunta con l’altra sua grande passione, il teatro. Da una quarantina di anni era attore, sceneggiatore e poi anche regista, di commedie teatrali in dialetto con gli Amici del Teatro Fermano, che destavano un grande successo di pubblico e di apprezzamento. In questa attività artistica aveva coinvolto più di venti anni fa, appena conosciuto in tribuna stampa, il nostro amico e collega Uberto Frenquellucci. Maurizio collaborava anche con la Contrada Pila e con le manifestazioni della Cavalcata dell’Assunta.

Dopo il diploma all’Itis Montani, per tanti anni ha lavorato per la Barilla, dove, entrato dal basso, ha scalato con impegno, serietà e abnegazione, tutti gli scalini della gerarchia, arrivando a ricoprire il ruolo di agente responsabile per il centro Italia. Lui raccontava con orgoglio che era partito dal basso e si era fatto da solo “Ho iniziato da ragazzo come commesso di Maffei!” ripeteva spesso.

Lo abbiamo incontrato l’ultima volta in tribuna stampa allo stadio Recchioni nelle ultime partite interne della Fermana di questo campionato appena concluso.
Poche settimane dopo si è sottoposto ad un intervento, programmato da mesi, per risolvere i problemi di cuore che lo affliggeva da tanto tempo, operazione perfettamente riuscita. Pochi giorni dopo però si è scatenata una sfortunata sequenza di conseguenze collaterali che lo hanno costretto a tornare in sala operatoria altre due volte fino all’epilogo di questa notte. Lascia la moglie Anna e i figli Lorenzo e Giovana a cui vanno le più sincere condoglianze della nostra redazione.

Qui e in basso con gli Amici del Teatro Fermano


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