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Un parto umanizzato e attenzione
all’oncologia: la linea di Scartozzi
per Ostetricia e Ginecologia
(VIDEO INTERVISTA)

FERMO - Il primario dell'Ospedale Murri spiega i servizi offerti dai suoi reparti e dalla sua equipe, rimarcando l'importante collaborazione con Macerata
sabato 22 Giugno 2019 - Ore 09:23
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di Andrea Braconi

foto e video di Simone Corazza

L’attività del dottor Alberto Maria Scartozzi all’interno dell’Ospedale “Murri” di Fermo si snoda tra due settori: da un lato Ostetricia, dall’altro Ginecologia. Due ambiti complessi, che nonostante il significativo abbassamento della natalità in tutto il territorio regionale, continuano a registrare tendenze comunque positive, come rimarca lo stesso primario.

“Nelle Marche c’è un calo deciso di nascite, lo scorso anno attestatosi intorno al 10% – precisa -. Quest’anno addirittura si registra un trend superiore, ma noi cerchiamo di difenderci bene come numeri. Abbiamo un discreto bacino di utenza che pur risentendo della crisi economica da noi continua a tenere”.

E sono i servizi offerti, unitamente alla strategia d’azione, che rendono questi reparti sicuramente più attrattivi rispetto al passato.

UN’OSTETRICIA CHE SI RINNOVA

“Da un punto di vista ostetrico lavoriamo per cambiare soprattutto quello che è l’approccio all’assistenza del travaglio e all’assistenza del parto, per cercare di demedicalizzare il più possibile sia la gravidanza che il parto” spiega Scartozzi.

“Abbiamo un gruppo di ostetriche estremamente valido e sto insistendo soprattutto nel cambiare la modalità di assistenza, cercando di favorire il parto nelle posizioni libere. Prima c’era un parto molto medicalizzato, ma stiamo cercando di cambiare e per questo mi sono impegnato a far fare un corso alle nostre ostetriche”.

Inoltre, l’obiettivo è anche ripristinare il travaglio e il parto in acqua. “Volevamo anche mettere in atto un ambulatorio per seguire le gravidanze, gestito in prima persona dall’ostetrica, ridandole il ruolo che in questi anni aveva perso”.

Tutto questo, sottolinea, nell’ottica non solo di ridurre l’incidenza dei tagli cesarei ma di migliorare il benessere che percepisce la donna durante il travaglio e il parto, “due eventi che rimangono per tutta la vita”. “Sembra che vivere bene il parto abbia degli effetti positivi anche sul neonato – aggiunge – e io voglio umanizzare il parto, rendendolo il più possibile un evento naturale”.

Altra direttrice da perseguire è quella di un protocollo per far partorire le donne che hanno fatto il primo parto con il taglio cesareo. “Cerchiamo anche di far partorire le gravidanze gemellari, che prima venivano solo cesarizzate. Per farlo in sicurezza avremmo bisogno di attivare in pieno il letto operatorio che abbiamo attivo nella sala parto, letto che presto spero sia autonomo. Tutto questo grazie alla collaborazione della direzione medica, dell’equipe del gruppo operatorio e degli anestesisti”.

IL RAPPORTO CON ANESTESIA

Per Scartozzi va valorizzato anche il progetto in collaborazione con la dottoressa Cola, primario di Anestesia, per l’introduzione dell’analgesia al parto. “Stiamo preparando un protocollo di formazione con corsi anche fuori sede per il personale medico, ostetrico ed infermieristico, che poi seguirà insieme all’anestesista il discorso dell’analgesia al parto”.

LA PREVENZIONE

Altro impegno che si sta assumendo è la prevenzione dei danni per il pavimento pelvico. “In tutti i Paesi occidentali si è visto che una delle patologie con maggiore incidenza delle donne nella fase d’età tra 40 e 60 è l’incontinenza urinaria e il prolasso utero vaginale. La prevenzione di quest’ultimo inizia proprio durante la gravidanza e per questo avremo presto un ambulatorio dedicato gestito dall’ostetrica, in collaborazione con il medico, che valuterà il pavimento pelvico prima e subito dopo il parto”.

Una gestione che viene fatta anche in collaborazione con il reparto di Fisiatria. “Il 28 giugno in occasione della giornata mondiale dell’incontinenza, faremo un evento che coinvolgerà noi, gli urologi e i fisiatri” ricorda.

L’EQUIPE

L’equipe è composta da 8 medici, ma l’organico è in via di completamento. “I più esperti sono i dottori Lauri e Colageo, le dottoresse Martellini e Nardi, poi i giovani come le dottoresse Frizzo, Biondini, Silvi e Stragapede. C’è anche il gruppo delle ostetriche e delle infermiere gestite dalla dottoressa Lucia Ercoli, persone validissime. Qui c’è un cocktail di esperienza e gioventù che ha portato idee nuove e preziose in reparto”

L’AMBULATORIO DELLA PATOLOGIA OSTETRICA

Un fiore all’occhiello è l’ambulatorio della patologia ostetrica che solo pochi ospedali possono vantare. “Fa più di 3.000 prestazioni all’anno e ci permette di gestire in tranquillità situazioni di gravidanze a rischio che in passato venivano inviate ad altri centri per essere risolte”.

LA GINECOLOGIA

“Abbiamo molteplici servizi ambulatoriali – prosegue Scartozzi – per quello che riguarda la gestione chirurgica delle problematiche del pavimento pelvico, ambulatori per la prevenzione delle patologie ginecologiche ed ambulatori ecografici”.

Altro servizio altamente funzionante è quello che riguarda la patologia del tratto cervico vaginale, i pap test e la prevenzione del tumore del collo dell’utero, centro gestito dalla dottoressa Martellini in collaborazione con Citologia e Anatomia Patologica che permette di diagnosticare tumori in fase precoce. A tutto questo si aggiungono chirurgia vaginale, chirurgia laparoscopica e chirurgia addominale.

CON MACERATA PER L’ONCOLOGIA

Un aspetto che in questa fase si sta cercando di approfondire è l’oncologia (leggi l’articolo). “Stiamo cercando di fare un progetto abbastanza in fase di realizzazione con una collaborazione bidirezionale con l’Ospedale di Macerata che prevederà che gli interventi oncologici possano essere fatti in parte qui a Fermo, in parte a Macerata. Il loro primario verrà a darmi una mano per la parte laparoscopica, io andrò da loro per fare le patologie ovariche. Questo permetterà di creare una rete che offrirà un miglior servizio a tutta la popolazione del Fermano e del Maceratese. Uniamo le nostre forze per creare qualcosa di nuovo – conclude Scartozzi – che potrà dare grandi benefici con l’egida del Gemelli che sarà il nostro referente per quei casi più complicati da inviare ad un centro specializzato, casi che noi non possiamo approcciare per limiti tecnici”.

 


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