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“Fermi i lavori in piazzale Papa Wojtyla”,
Gismondi attacca Perugini

POLITICA - A Montegranaro il consigliere di minoranza ricostruisce di una vicenda che riguarda la sistemazione del parcheggio, il risanamento e la sostituzione del collettore fognario
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“Uno spreco di soldi pubblici”. È la considerazione di Gastone Gismondi, consigliere comunale di minoranza, in merito al piazzale Papa Wojtyla, nel quartiere di San Liborio, dove sono fermi i lavori di sistemazione del parcheggio e di risanamento e di sostituzione del collettore fognario.

“Forse è necessario ricapitolare le tappe di questa vicenda, che ha visto uno sversamento delle fognature a ridosso di un’abitazione, al punto che il garage è diventato inutilizzabile. Sono stati ben due gli interventi dell’amministrazione comunale, a partire da dicembre 2014, per una spesa di 50.000 euro. Ricordo le parole dell’assessore Aronne Perugini, all’epoca, che si lamentava dello sperpero di risorse necessario per riparare quanto provocato dai lavori svolti dall’amministrazione precedente. Ebbene, cosa è successo dopo? Non solo la situazione non si è risolta, ma è addirittura peggiorata, perché allo sversamento si è aggiunto il cedimento di alcuni punti per la salita di ingresso al garage dell’edificio, diventata completamente impraticabile”.

In piena campagna elettorale, secondo Gismondi, Perugini e il Partito Democratico locale “hanno dato conferma del loro modus operandi”. “Hanno promesso mari e monti – sottolinea – e, ad aprile, si è arrivati alla determina con cui sono stati affidati i lavori di sistemazione di piazzale Wojtyla per una somma di 59.000 euro. A pochi giorni dal voto la ditta è arrivata, ha transennato l’area di cantiere, ha rotto l’asfalto, poi non si è più visto nessuno. E’ di questi giorni la notizia, data a mezzo stampa dall’assessore Perugini, che il Comune ha avviato la procedura per togliere l’incarico alla ditta appaltatrice. Mi sono recato negli uffici insieme al consigliere Ermanno Vitali, dove ho avuto modo di appurare che non esiste agli atti alcuna revoca e che gli stessi funzionari hanno appreso dai giornali la volontà dell’amministrazione di agire in questo senso, ma formalmente non è partita nessuna procedura”.

Una vicenda che per il consigliere di minoranza è divenuta insopportabile. “Parliamo di soldi pubblici, complessivamente quasi 120.000 euro, spesi senza venire a capo del problema. Non basta: alla vigilia del voto si è preteso di partire in fretta e furia con i lavori (quando c’erano 6 mesi di tempo, a partire dall’affidamento), solo per dare una dimostrazione di efficacia ai residenti del quartiere. Ed ora, senza che ci sia in realtà alcun provvedimento, si annuncia una revoca del contratto, che con ogni probabilità porterà il Comune ad un contenzioso con l’azienda, con ulteriori spese a carico di tutti i cittadini. Una condotta mirata solo al consenso, senza badare al bene della collettività, al contenimento della spesa ed alla corretta azione amministrativa”.


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