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Prima in audizione, poi di nuovo al Mise:
per l’Area di Crisi Complessa accordo
di programma entro il 2019

FERMO - Intervista alla presidente della Provincia Moira Canigola: "Abbiamo continuato a credere e lavorato super partes, senza legarci a bandiere. È stato difficile ma risolutivo, e ci siamo messi tutti in gioco"
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di Andrea Braconi

Gli ultimi incontri sono stati il 22 maggio scorso a Roma con il gruppo di coordinamento al Ministero dello Sviluppo Economico e, successivamente, a Civitanova Marche con tutti i sindaci dei Comuni interessati, convocato per capire le disponibilità delle varie aree. Ma la prossima sarà una settimana cruciale per il Distretto calzaturiero e per il Tavolo della Competitività e dello Sviluppo della Provincia, con ben due appuntamenti in agenda: lunedì in Prefettura ad Ancona con la Commissione delle Attività Produttive in audizione per analizzare bene la situazione delle varie aree di crisi marchigiane, compresa quella che tocca da tempo il Fermano-Maceratese; poi il 9 luglio con la seconda riunione del gruppo di coordinamento, sempre al Mise. Ad entrambi, come avvenuto in precedenza, sarà presente Moira Canigola, presidente della Provincia di Fermo e promotrice del Tavolo attivato nel 2017.

Presidente, cosa rappresentano queste nuove tappe nell’ambito del riconoscimento dell’Area di Crisi Complessa?

“Stiamo andando avanti con appuntamenti sempre più ravvicinati proprio perché la tempistica che il Ministero ha organizzato, anche a seguito di una nostra richiesta di celerità, è quella di poter arrivare alla firma dell’accordo di programma entro il 2019. Sono fasi operative, propedeutiche per arrivare appunto all’accordo.”

Da lì scatteranno poi i bandi per le imprese.

“Imprese che dovranno far conoscere i propri progetti e ricevere, laddove vengano riconosciuti, i finanziamenti necessari per poter realizzare gli investimenti richiesti. E ci riferiamo ad imprese che vogliono fare investimenti e potenziare la proprie attività, così come di aziende che vogliono insediarsi nel nostro territorio anche per altri tipi di attività produttive. Quindi, i finanziamenti saranno rivolti sia al potenziamento delle aziende esistenti, sia all’eventuale creazione di linee in altri settori da parte di altre aziende. Cifre sulle risorse disponibili ancora non ne abbiamo, verranno definite una volta che sarà fatta una call con le varie aziende, in occasione della quale presenteranno il loro fabbisogno.”

Nel frattempo cosa si sta muovendo per contenere le conseguenze della crisi?

“Come Tavolo abbiamo richiesto alla Regione di fare un’istanza per poter affrettare e quindi riuscire ad avere fondi per i famosi ammortizzatori sociali in deroga, uno strumento per cercare di dare sollievo a quei lavoratori che hanno perso o stanno perdendo il loro posto di lavoro.”

Quando il tavolo è stato attivato ottenere l’Area di Crisi Complessa sembrava un’impresa ai limiti del possibile. Quali sono stati i momenti decisivi?

“Ce ne sono stati diversi, ma estremamente positivo è stato il fatto che ci abbiamo sempre creduto tutti, istituzioni, associazioni di categoria e sindacati. Abbiamo lavorato in maniera costante e anche nei periodi più difficili, compreso l’avvicendarsi degli ultimi due Governi, con il rischio di dover ricominciare da capo. Ma abbiamo continuato a credere e lavorato super partes, senza legarci a bandiere. È stato difficile ma risolutivo, e ci siamo messi tutti in gioco.”


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