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Riforma delle Camere di Commercio,
Sabatini: “Completiamo il processo
poi via ai necessari ritocchi”

CAMERE - Il presidente della Camera di Commercio delle Marche: "La proposta non è quella di punire o costringere chi non ha completato per varie ragioni questo processo, a farlo, ma piuttosto premiare chi ha rispettato tempi e contenuti della riforma Calenda"
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Gino Sabatini

“Ho forti dubbi che la contrapposizione tra Camere di Commercio che si sono accorpate e quelle che, per tanto motivi, non hanno ancora completato questo percorso, possa portare dei reali benefici al necessario percorso di riforma del sistema camerale italiano”. Così il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, intervenendo nel dibattito in corso sulle linee: “che il governo dovrebbe seguire per portare a termine la riforma voluta da Renzi e che è partita con alcune criticità conseguenza della velocità con cui si è voluto mettere nero su bianco il dimagrimento a 60 camere”.

“Mi sembra che sia in atto un braccio di ferro tra grandi e piccole Camere, che sta indebolendo tutti – ha fatto notare Sabatini – nei confronti del governo, che rischia di trovare un sistema diviso, e nei confronti delle imprese, che non hanno mai apprezzato questo tipo di dialettica, tanto più quando diventa pubblica”. Il presidente delle Marche ha evidenziato: “Si deve ripartire dal programma illustrato dal vicepremier Di Maio il 18 aprile scorso nell’incontro in Unioncamere e, qualche settimana dopo, ad Ascoli Piceno: portare a termine la riforma su 60 camere e partire da lì per attuare una serie di ritocchi strategici alla riforma”. Un riferimento chiaro alla necessità di incrementare il diritto annuale e di riespandere le competenze degli enti all’estero.
E’ assolutamente necessario che il governo – rimarca il presidente Sabatini – guardi con favore alle Camere di Commercio che, anche attraverso accorpamenti plurimi, si sono prese responsabilità importanti e hanno avviato sfide pionieristiche. La proposta non è quella di punire o costringere chi non ha completato per varie ragioni questo processo, a farlo, ma piuttosto premiare chi ha rispettato tempi e contenuti della riforma Calenda”. “In particolare – ha aggiunto Sabatini – queste dovrebbero avere riconoscimenti di premialità legati all’aumento del diritto annuale su progetti utili per le imprese di quel territorio, per consentire nuove assunzioni negli enti che oggi sono in affanno, autorizzare a trattenere sui territori parte dei risparmi della spending review che invece finiscono nelle casse del Tesoro”.
Proprio sul cammino degli accorpamenti, le Marche hanno completato da quasi un anno il processo, passando da cinque enti provinciali a uno a perimetro regionale. “Noi ci stiamo riuscendo, pur tra tante difficoltà e operando in una situazione complessa – ha chiosato Sabatini – e credo che la nostra esperienza possa essere utile anche in altri contesti”. “Senza completare la riforma – ha concluso Sabatini – avremmo Camere grandi che non dovevano accorparsi, quelle che si sono accorpate volontariamente o l’hanno fatto perché obbligate, Camere che hanno fatto ricorso e altre, Lazio ed Emilia Romagna, che hanno addirittura sospeso il percorso: una maionese impazzita, che rinfocola antiche atteggiamenti negativi nei confronti delle Camere di Commercio che risalgono a governi precedenti”.


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