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LA RECENSIONE
“Ti presento Patrick” storia di un carlino che entra nel cuore della sua padrona

RECENSIONE - La storia di una donna che con riluttanza adotta un carlino ma che piano piano le entra nel cuore: nei cinema “Ti presento Patrick”
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di Eraldo Di Stefano

La storia di una donna che con riluttanza adotta un carlino ma che piano piano le entra nel cuore: nei cinema “Ti presento Patrick”

Non si può negare che Patrick sia effettivamente adorabile. E una storia che ruota attorno ad un amico peloso, solitamente suscita questo tipo di sensazioni. La regista Mandie Fletcher si concentra molto sui primi piani del carlino rendendo buffa e ironica la sceneggiatura, anche se la narrativa tende ad essere un po’ troppo semplicistica soprattutto per un pubblico adulto e manca abbastanza azione per i più piccoli.

La vita di Sarah (Beattie Edmondson) è nel caos. Il fidanzato l’ha appena lasciata e si trova in un nuovo appartamento senza conoscere un’anima nel quartiere. Tutta la sua famiglia pensa che rimarrà zitella visto che tutte le sue relazioni finiscono male, lei è depressa e mette in discussione ciò che l’amore ha in serbo per lei. Nella sua vita arriva un imprevisto sotto forma di un amico a quattro zampe, un carlino coccoloso e viziato di nome Patrick, che Sarah riceve dopo che la nonna viene a mancare.

Dato che nessun altro della famiglia è in grado di gestire l’animale, a malincuore la ragazza è costretta a diventarne la padrona e il suo nuovo lavoro come genitore domestico comprende alzarsi presto la mattina, cercare di convincere Patrick a fare i suoi bisogni in fretta e insegnargli a mangiare pasti speciali.

Possedere un cane può far emergere dei sentimenti e delle emozioni che arricchiscono le persone che lo hanno vicino. Con il passare del tempo, piano piano i due iniziano a trovare dei “compromessi” e a entrare in sintonia. Patrick cambia in meglio la vita di Sarah, anche semplicemente farla uscire per portarlo a fare i bisogni, la costringe ad andare fuori e socializzare con altri proprietari di animali, la rende più aperta verso nuove persone e verso nuove esperienze, spingendola ad essere più attenta anche alla cura per sé stessa.

Il film è leggero e spensierato, non ha una trama complessa ma scorre senza troppe pretese.

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