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Risparmio energetico:
il ‘nido’ Santoro nel volume
Enea sugli edifici a energia quasi zero

FERMO - Il sindaco Calcinaro: "Sul consumo zero abbiamo investito e stiamo investendo, dall’illuminazione degli edifici pubblici all’efficientamento nelle palestre della Cittadella dello sport. Un lavoro grande che porta sì risparmi alla collettività ma soprattutto è un dovere verso l’ecosistema"
martedì 9 Luglio 2019 - Ore 18:15
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Il nido d’Infanzia “M. Santoro” di Fermo, è proprio il caso di dire, fa scuola. Il suo caso è apparso in questi giorni nella pubblicazione sull’Osservatorio degli Edifici ad energia quasi zero dell’Enea. “Nido come buona pratica e modello cui ispirarsi. Nel volume di 55 pagine, a pagina 34 – fanno sapere dal Comune – una scheda dedicata all’edificio che ospita la scuola con dati tecnici, descrizione del fabbricato e degli impianti e foto. A marzo infatti l’Enea si era interessata al Nido ed al fatto che sia stato realizzato con una particolare attenzione alla sostenibilità ed all’ambiente visto l’impianto fotovoltaico di cui è dotato.
Nel volume si legge: ”A partire dal 2021 tutti gli edifici nuovi o soggetti a una ristrutturazione profonda dovranno essere a energia quasi zero (nZEB), ovvero avere un fabbisogno energetico quasi nullo, coperto in misura significativa attraverso fonti rinnovabili. Tale requisito è già obbligatorio per gli edifici pubblici e in alcune regioni che hanno anticipato la data indicata dall’Unione Europea. L’Osservatorio nazionale degli edifici a energia quasi zero (nZEB), avviato nell’ambito della Ricerca di Sistema Elettrico Mise-Enea, ha rilevato un aumento progressivo degli nZEB anche prima dell’obbligo, ma anche la necessità di azioni formative e informative rivolte ai decisori in vista dell’ambizioso obiettivo di un patrimonio edilizio decarbonizzato al 2050, e ai progettisti e operatori del settore, per l’applicazione di tecnologie diversificate e idonee. La pubblicazione analizza la situazione degli nZEB nel contesto europeo, restituisce una panoramica delle misure di promozione e delle tecnologie adottate per tali edifici stimandone la diffusione e illustra sinteticamente una selezione di casi nZEB realizzati in Italia”.

La ricerca nelle conclusioni parla di questa “indagine sistematica sulla diffusione degli nZEB e delle relative tecnologie e dei suoi fattori abilitanti come tecnologie, politiche, incentivi, competenze e ricerca. All’estate 2018 ammonta a circa 1400 il numero degli edifici nZEB in Italia, per lo più nuove costruzioni (90%) a uso residenziale (85%). Poche sono le unità di nZEB non residenziali per regione, in numero comunque progressivamente crescente nel triennio 2016-2018.
Oltre centrotrenta edifici pubblici, prevalentemente non residenziali, saranno inoltre ristrutturati a livello nZEB verosimilmente prima del 2020, a fronte di incentivi nazionali e regionali erogati a proposito”.

“L’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che è responsabile per conto del Ministero dello Sviluppo economico dell’Osservatorio nZEB – aggiungono dal Comune – ha curato questa pubblicazione per fotografare lo stato dell’arte della realizzazione in Italia degli edifici ad alta prestazione energetica, secondo la legislazione europea e italiana vigente. Oltre a organismi di ricerca (tra cui Eurac e Politecnico di Milano-eERG) e agenzie per l’energia regionali (come ILspa in Lombardia e IRE Liguria), hanno aderito a oggi al progetto, il Comitato Termotecnico Italiano e diversi ordini di ingegneri e architetti italiani.

Per il nido comunale intitolato al prof. Mario Santoro e per la città di Fermo un bel riconoscimento in una pubblicazione scientifica importante, di rilievo in questo campo applicativo. Come noto la nuova scuola di 350 metri quadrati e struttura in legno lamellare, può ospitare fino ad un massimo di 54 bambini, fra divezzi, semidivezzi e lattanti. Ad oggi sono 38 i frequentanti. La struttura è dotata di aule spaziose, confortevoli e colorate, di un giardino interno, di un parco-area verde all’esterno e sopra ai tetti di un impianto fotovoltaico”.

“Per la città di Fermo è un grande onore arrivare a questa nomination – ha detto il sindaco Paolo Calcinaro – il lavoro fatto al nido Santoro è stato veramente eccellente e continua, vedi anche con i tendaggi e quelli per il giardino. Sul consumo zero abbiamo investito e stiamo investendo, dall’illuminazione degli edifici pubblici all’efficientamento nelle palestre della Cittadella dello sport. Un lavoro grande che porta sì risparmi alla collettività ma soprattutto è un dovere verso l’ecosistema”.

“Siamo particolarmente lieti di questa pubblicazione che ha voluto annoverare il caso del nostro nido d’infanzia – ha detto l’assessore ai lavori pubblici Ingrid Luciani – una ricerca che sarà sicuramente utile per il mondo scientifico, per tecnici e progettisti perché è in grado di poter presentare un quadro sugli edifici pubblici a energia quasi zero in Italia, di vedere i passi in avanti fatti e quanto c’è ancora da fare. Per Fermo un importante passo che abbiamo accompagnato con azioni parallele, come primi segnali di sostenibilità così come prevedono le nuove norme in materia”. Il progetto preliminare era stato approvato per un importo pari a 1.200.000 euro, finanziato da fondi comunali e con un contributo della Regione Marche (Fondi FAS 2007-2013).

 


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