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Dallo screening detenuti al monitor
sul radicalismo islamico, il carcere
di Fermo in cifre alla festa della Penitenziaria

FERMO - Solenne cerimonia per i 202 anni di storia della Polizia Penitenziaria. I numeri forniti dal comandante Loredana Napoli per la casa di reclusione di Fermo, prima uscita pubblica per la direttrice appena nominata Daniela Valentini
mercoledì 10 Luglio 2019 - Ore 15:55
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“Compie 202 anni la Polizia Penitenziaria, un compleanno di quelli importanti, da celebrare come si deve. Una cerimonia solenne si è tenuta ieri all’interno del cortile della casa di reclusione di Fermo – fanno sapere dalla stessa casa di reclusione – alla presenza del prefetto Vincenza Filippi, del sindaco Paolo Calcinaro, del presidente del tribunale di Fermo Bruno Castagnoli, del pm Alessandro Pazzaglia, del questore Luciano Soricelli, delle più alte autorità civili e militari del Fermano, di monsignor Pietro Orazi in rappresentanza del vescovo, e della Caritas.

La direttrice Daniela Valentini

La giornata si è aperta con la lettura del messaggio del presidente della Repubblica Mattarella, del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che a Roma nei giorni scorsi ha annunciato l’arrivo di 1300 unità in più a livello nazionale all’interno del corpo di Polizia Penitenziaria, oggi in difficoltà per carenza di organico e per un’organizzazione complessa di un lavoro delicato. Basti pensare che nei penitenziari italiani c’è una media di due aggressioni al giorno proprio a carico degli agenti da parte di detenuti particolarmente problematici”. “Quando anche un solo poliziotto viene aggredito tutte le istituzioni sono messe sotto attacco”, ha concluso il ministro nel messaggio inviato a tutti i carceri d’Italia”.
Ha preso poi la parola Loredana Napoli, comandante della Polizia penitenziaria di Fermo che ha salutato l’arrivo della nuova direttrice, Daniela Valentini, da un mese e Fermo: “La struttura penitenziaria di Fermo è adibita interamente a casa di reclusione di media sicurezza, fatta eccezione per una piccola sezione circondariale di 4 posti e una sezione semiliberi di due posti e due detenuti in articolo 21. E’ un carcere maschile, a fronte di una capienza di 41 detenuti, tollerabile 52, ce ne sono 56, di cui 50 definitivi, tre in attesa di primo giudizio e 3 detenuti in semilibertà.

Il 63 per cento dei detenuti è di nazionalità italiana, il resto soprattutto nord africani, albanesi e rumeni, con ultima residenza nelle Marche per territorializzazione della pena, per favorire il rapporto dei detenuti coi loro familiari. Il fine pena più alto è a luglio 2045, la condanna media definitiva 3 anni. Per quanto riguarda l’ufficio matricola che cura le operazioni di immatricolazione e scarcerazione di persone detenute, gestisce l’aggiornamento delle loro posizioni giuridiche e cura i prelievi del Dna, a partire da luglio 2018 ad oggi sono registrati 176 ingressi in istituto, di cui 148 provenienti da libertà, 7 da altri istituti, 21 assegnati per poco tempo, 22 scarcerati per fine pena, 37 detenuti inviati alle misure alternative, 3 ricoveri urgenti e 56 prelievi dna. A questo si aggiungono le attività svolte dal nucleo traduzione e piantonamenti all’esterno, con 328 traduzioni effettuate, 146 locali, 136 regionali e 46 regionali, 406 detenuti tradotti, per 982 unità di polizia penitenziaria impegnate”.

“La comandante – continuano dalla casa di reclusione – ha ricordato il regime di Sorveglianza dinamica personale aperto alla gestione di un modello dinamico di controllo e sicurezza, non custodia statica ma osservatorio di prossimità, grazie anche ad un sistema di video sorveglianza all’avanguardia, anche per evitare radicalismo islamico, monitorato di continuo. A Fermo sono 47 le unità di polizia penitenziaria, 40 assegnate e 7 da altre sedi, a svolgere il proprio lavoro con spirito di servizio e devozione”.

La nuova direttrice Daniela Valentini ha sottolineato: “Si lavora per garantire al massimo l’accesso alle misure alternative, l’opera trattamentale si svolge anche in sede intramuralia, con molteplici attività, quella teatrale, la pubblicazione del giornalino ‘L’altra chiave news’ di cui è appena stato pubblicato un nuovo numero, il corso di musica, quello per parrucchiere, per pizzaioli, il laboratorio del legno e la coltivazione di orti sociali. Tutti attuati con collaborazioni e finanziatori esterni. La realizzazione di tutti i progetti è resa possibile proprio dagli sforzi del personale di polizia e di quello amministrativo e contabile. Un ringraziamento a tutti, in particolare a Emporio Sollini, Birreria Due Pi, vini Santa Liberata famiglia Savini”. Il prefetto ha poi consegnato un elogio all’assistente capo coordinatore in quiescenza Vincenzo Catena, “perché in servizio ha dimostrato capacità professionali e spirito di iniziativa nel salvare la vita di un detenuto che ha tentato il suicidio, il 18 luglio 2016″.


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