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‘Quota 100’: 333 domande da Fermo
4.615 nelle Marche, Cgil:
“Inferiori alle previsioni del Governo”

LAVORO - La segretaria Barbaresi: "Considerando che si stima che nel triennio non verranno utilizzati 7,2 miliardi dei 21 stanziati nella Legge di Bilancio, ci sono tutte le condizioni economiche per interventi strutturali che consentano di superare la legge Fornero, come quelli proposti nella piattaforma che il sindacato ha presentato unitariamente al Governo per garantire la flessibilità in uscita per tutti dopo 62 anni di età, o con 41 anni di contribuzione e interventi a favore delle donne, dei lavoratori discontinui, di coloro che hanno svolto lavori precoci, gravosi, usuranti"
martedì 16 Luglio 2019 - Ore 15:10
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Daniela Barbaresi

Pensioni: sono 4.615 le domande di pensione presentate nelle Marche per Quota 100 ovvero per avere la possibilità di andare in pensione anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi. E’ quanto emerge dai dati dell’Inps, aggiornati al 15 luglio, ed elaborati dalla CGIL Marche.

“Osservando i dati per provincia emerge che 1.792 domande provengono dalla provincia di Ancona, pari al 38,8% di tutte le domande a livello regionale, 919 da Pesaro Urbino (19,9%), 859 da Macerata (18,6%), 712 da Ascoli Piceno (15,4%) e 333 da Fermo (7,2%).

Finora sono state accolte 3.109 domande, pari al 67,4% e respinte 265 (le altre sono ancora giacenti).

A livello nazionale – ricordano dalla Cgil – sono 160 mila coloro che hanno presentato domanda per Quota 100, il 92,5% delle quali tramite i Patronati. La stragrande maggioranza di coloro che hanno presentato la domanda con Quota 100 è composta da uomini (73,9% del totale) mentre solo una domanda su quattro viene presentata da donne, con una evidente disparità di genere”.

Questi numeri confermano come questa misura coinvolgerà una platea molto più ristretta di quella prevista dal Governo con un notevole risparmio di risorse – dichiara Daniela Barbaresi, segretaria generale della Cgil Marche – Sulla base delle domande finora presentate e accolte a livello nazionale, la Cgil stima che Quota 100 coinvolgerà solo un terzo della platea prevista nel triennio dal Governo, con un ingente risparmio di risorse, come peraltro la Cgil aveva già evidenziato.

D’altra parte occorre sottolineare che non tutte le domande presentate verranno accolte e alcune avranno decorrenza solo dal prossimo anno. Va ricordato che si parla di Quota 100 ma chi non ha almeno 38 anni di contributi deve comunque aspettare la pensione di vecchiaia: questo esclude soprattutto i lavoratori più deboli, che hanno meno contributi o carriere lavorative più discontinue a partire dalle donne, come anche i dati purtroppo confermano. Quota 100 rappresenta un ulteriore provvedimento a termine che non cancella in alcun modo la legge Fornero e non affronta in maniera strutturale i nodi del sistema previdenziale. Considerando che si stima che nel triennio non verranno utilizzati 7,2 miliardi dei 21 stanziati nella Legge di Bilancio, ci sono tutte le condizioni economiche per interventi strutturali che consentano di superare la legge Fornero, come quelli proposti nella piattaforma che il sindacato ha presentato unitariamente al Governo per garantire la flessibilità in uscita per tutti dopo 62 anni di età, o con 41 anni di contribuzione e interventi a favore delle donne, dei lavoratori discontinui, di coloro che hanno svolto lavori precoci, gravosi, usuranti. Necessaria poi l’introduzione di una pensione contributiva di garanzia per i giovani. Il fatto che, come per il Reddito di Cittadinanza, anche per Quota 100 si prevedano cosi ingenti risparmi, costituisce la conferma del fallimento dei due provvedimenti simbolo delle due forze di Governo, M5S e Lega”.


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