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LA RECENSIONE – Benedict Cumberbatch interpreta Edison nella battaglia nei sistemi elettrici

RECENSIONE - L’intreccio si fonda sulla reimmaginazione della battaglia di fine Ottocento tra i pionieri dell’elettricità Thomas Edison (Benedict Cumberbatch) e George Westinghouse (Michael Shannon) per stabilire il proprio dominio sul sistema elettrico.
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di Eraldo Di Stefano

Una guerra che appare fin troppo contemporanea, quella sulla corrente elettrica e sull’energia. Il regista Alfonso Gomez-Rejon, che ha iniziato la sua carriera come assistente personale di Alejandro González Iñárritu (Birdman, 2014 – Revenant, 2015) e Martin Scorsese, Robert De Niro, tra gli altri, continuando le esperienze come regista di seconda unità in diversi progetti, ora si trova alla regia del suo terzo lungometraggio cinematografico.

L’intreccio si fonda sulla reimmaginazione della battaglia di fine Ottocento tra i pionieri dell’elettricità Thomas Edison (Benedict Cumberbatch) e George Westinghouse (Michael Shannon) per stabilire il proprio dominio sul sistema elettrico.

Nel 1880 Thomas Edison stupì il mondo illuminando una sezione di Manhattan di notte utilizzando la sua nuova luce elettrica a tintinnio e Westinghouse, la cui attività fino a quel momento era basata sul gas, decise di sfidarlo con un sistema diverso. Edison preferiva la corrente diretta mentre Westinghouse quella alternata, una guerra di personalità e idee. Il film non offre però la visione dei personaggi come soggetti totalmente diversi, piuttosto il contrario, la loro sfida era tanto melodrammatica e ardita poiché in realtà avevano più di un tratto in comune, nonostante Edison rimanesse quello più anticonvenzionale dei due.

Shannon è particolare nel ruolo di Westinghouse, un gentiluomo con la barba immerso nella società e distinto; Katherine Waterston interpreta magnificamente sua moglie, entrando nel personaggio e risultando davvero credibile come compagnia di un noto e importante imprenditore. L’Edison di Cumberbatch è più mercuriale, meno stabile, un carattere forte e deciso, intento a rimarcare i suoi ideali e la sua distanza dagli interessi economici che possono provenire dalla guerra e dalla distruzione, per questo di fatto dipendente da un esasperato e peculiare cliente: JP Morgan, interpretato da Matthew Macfadyen. La wild card è il leggendario genio e scienziato anticonformista Nikola Tesla (Nicholas Hoult), che si affianca ai protagonisti quando viene ingaggiato nel team di Westinghouse.

Questo è un film d’epoca stilizzato in modo eccellente, con interessanti spunti visivi e volti che sfilano su sfondi studiati e realistici, cercando uno stile quasi operistico. La tensione non è mai altissima nel film, ma il risultato è comunque interessante, ne viene fuori una lezione di storia informativa ed emozionante.


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