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Via libera al metanodotto lungo Tenna: i lavori partono entro un mese

SANT'ELPIDIO A MARE - Il Comune firma la convenzione con la Società gasdotti Italia, che verserà un indennizzo di 26.000 euro all'ente per "compensazione e riequilibrio ambientale"
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di Pierpaolo Pierleoni

Partono i lavori per l’ultimo tronco del metanodotto Cellino-Teramo San Marco. Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha sottoscritto l’ultimo atto, la convenzione con la Società gasdotti Italia, con cui si raggiunge un accordo con l’azienda esecutrice per le “misure di compensazione e riequilibrio ambientale”, oltre al risarcimento di eventuali danni.

Il tema metanodotto ha animato non poco la politica e la cittadinanza locale negli anni scorsi. Se ne iniziò a parlare nell’autunno del 2014, quando la questione divenne di dominio pubblico, fino ai primi mesi di marzo 2016, quando il comune elpidiense rinunciò all’eventualità di ricorrere al Tar contro la regione Marche che aveva concesso il via libera all’impianto. In mezzo non mancarono dibattiti e consigli comunali aperti.

Ora si giunge all’atto finale. Il metanodotto è stato autorizzato nel marzo 2016 dal Ministero dello sviluppo economico, riguarda un tratto di 75 chilometri a cavallo tra Abruzzo e Marche. Il completamento dei lavori è previsto entro due anni.Tra Comune e Sgi si è siglata una convenzione che tiene conto dei “possibili impatti sul territorio comunale derivanti dalla presenza e dall’esercizio del metanodotto, individuando misure di compensazione e riequilibrio ambientale, nonché a titolo di risarcimento per eventuali danni conseguenti alla realizzazione ed esercizio”.

Con l’accordo, l’amministrazione di Sant’Elpidio a Mare garantisce “collaborazione per la completa realizzazione e il pacifico esercizio del metanodotto e delle opere accessorie tutt ed a rilasciare tutti gli atti, autorizzazioni, intese, concessioni di propria competenza”. La società realizzatrice si impegna invece ad applicare “tutte le misure praticabili per contenere l’impatto ambientale che le attività e i lavori potrebbero avere in astratto nell’ambito territorial; limitare l’impatto visivo sul paesaggio dei lavori, opere ed impianti, adottando ogni cautela ed ogni intervento di ripristino o conservazione per efficaci misure di mitigazione e salvaguardia di  vegetazione, fauna, ecosistemi e paesaggio, ripristinando la vegetazione eventualmente eliminata durante il cantiere”.

La Sgi si impegna infine a versare all’inizio dei lavori, e comunque non più tardi del 31 agosto prossimo, un indennizzo da 26.000 euro nelle casse comunali. Eventuali danni alla viabilità pubblica verranno valutati in contraddittorio tra le parti e ripristinati dalla società esecutrice. L’indennizzo sarà destinato ad “interventi per migliorare e meglio integrare l’inserimento del metanodotto nel contesto comunale e attenuarne l’impatto, nonché per rimediare ad eventuali pregiudizi o danni derivanti dalla sua realizzazione ed esercizio”.


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