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Vent’anni di Sant’Elpidio jazz:
Alessandro Andolfi racconta la sua “creatura”

SANT'ELPIDIO A MARE - Il direttore artistico e fondatore della rassegna presenta un'edizione memorabile: "Iniziò tutto dal Berklee college di Boston, mi dissero: make a plan..."
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di Pierpaolo Pierleoni

Vent’anni di musica, proposta con classe, originalità, passione e competenza. Parte domani sera la 20° edizione del Sant’Elpidio jazz festival, la rassegna lanciata dall’associazione Syntonia jazz, per la direzione artistica di Alessandro Andolfi. Tanta strada percorsa dagli inizi, tanti artisti straordinari che negli anni sono arrivati a Sant’Elpidio a Mare, regalando esibizioni memorabili. Tutto partito dall’entusiasmo e dall’amore per il jazz dell’imprenditore elpidiense, ma anche musicista e musicofilo. Proprio da una sua trasferta americana nacque la longeva idea che impreziosisce Sant’Elpidio a Mare ed il Fermano.

“Frequentai un corso al Berklee college di Boston, il più prestigioso istituto di formazione musicale al mondo – ricorda Andolfi – Mi venne voglia di portare musicisti di calibro internazionale ad organizzare delle jazz academy nella mia città. Lo proposi e gli americani, con il loro tipico pragmatismo, mi dissero: make a plan, fai un programma”.

Il programma Andolfi lo allestì subito; il comune di Sant’Elpidio a Mare, all’epoca era sindaco Renzo Offidani, sostenne l’iniziativa e “ci trovammo a proporre qualcosa di esclusivo, con un rapporto tra studenti ed insegnanti davvero ottimale. Poi andammo oltre la formazione, per proporre un vero e proprio festival. Credo che in 20 anni abbiamo proposto eventi specifici, spaziando tra i generi, ed anche questa ventesima edizione ha un programma che rispetta lo spirito creativo che ha sempre caratterizzato la manifestazione. C’è un filo logico che unisce i diversi appuntamenti”.

Soddisfatto, l’ideatore della manifestazione, per il lavoro svolto da 20 anni a questa parte. “A spingerci ad andare avanti è stata l’evoluzione del festival – racconta – Ad ogni edizione vedevamo crescere il dialogo tra pubblico e musicisti. E’ qualcosa di magico che si respira solo con il jazz, perché l’improvvisazione fa la differenza, ogni evento è unico, non ci sono barriere tra chi si esibisce e chi ascolta, si fondono le esperienze”.

E allora tutti pronti ad un programma 2019 che rappresenta un omaggio alla storia ventennale del festival. Si parte martedì 30 luglio, in piazza Matteotti, con il Pergolesi jazz quartet, accompagnato da un ospite straordinario, il pianista Greg Burk. “E’ l’artista con cui siamo partiti 20 anni fa, fu il primo ospite nell’edizione di esordio della rassegna, è un grandissimo ritorno, si esibirà insieme ai docenti del dipartimento jazz del conservatorio Pergolesi – sottolinea Andolfi – Ad aprire la serata saranno invece gli allievi della scuola. Il concerto sarà un omaggio al grande Kenny Wheeler, morto nel 2014. Kenny fu nostro ospite anni fa al Sant’Elpidio jazz, in quell’edizione c’era un giovanissimo Francesco Cafiso, che aveva appena 14 anni e suonò con lui, di 60 anni più grande. Sembrava avessero suonato sempre insieme, fu un’emozione straordinaria”.

Alessandro Andolfi in una passata edizione del Sant’Elpidio jazz con Stefano Bollani

Emozioni, quelle regalate nei 20 anni di Sant’Elpidio jazz, che si potranno rivivere con uno degli appuntamenti collaterali al festival, la mostra fotografica, che sarà aperta da domani sera alla biglietteria del teatro Cicconi, lungo Corso Baccio, in cui si ripercorrono attraverso le immagini alcuni dei momenti più significativi dal 2000 ad oggi. Altro appuntamento parallelo saranno le degustazioni di vino e prodotti tipici.

La rassegna proseguirà il 1 agosto con Danilo Rea, con un omaggio a Fabrizio De Andrè. “Rea è uno dei migliori pianisti in Europa – aggiunge Andolfi – si spoglierà la melodia di De Andrè dalla parola, dalla sua poesia, ma rimarrà una musica intramontabile. Il 4 agosto avremo Ray Gelato. Lo portammo a Fermo già nel 2007, ora è certamente più celebre, si è esibito persino davanti alla regina Elisabetta, qui festeggerà i 25 anni della sua band”.

Andolfi al pianoforte con Hiromi, ospite della rassegna nel 2014

E ancora, lunedì 5, sarà la volta di Paolo Fresu, in trio con Marco Bardoscia e Dino Rubino, per un omaggio a Chet Baker. “Non poteva mancare un omaggio ad uno dei più geniali trombettisti nella storia del jazz – spiega il direttore artistico – E chi può farlo meglio di Fresu, che considero il nuovo Chet Baker per la straordinaria capacità di emozionare il pubblico. A mio avviso Paolo è la punta di diamante del jazz in Italia”.

La chiusura, martedì 6 agosto, con il Sarah Mc Kenzie quartet. “Quello dell’artista è un jazz morbido, erede di Diana Krall. Presenterà il disco Secrets of my heart, parliamo di una musicista che ha suonato nei jazz festival più importanti al mondo, da Montreal a New York. Ed ora arriva a Sant’Elpidio a Mare”.

Ad affiancare il presidente e direttore artistico di Syntonia jazz, lo staff composto dal vicepresidente Giuseppe Rizzo e dai consiglieri Gianluca Palma, Gianluca Diomedi, Raffaella Corradini, Michele Madella, Paolo Marziali, Franco Negri.

Una delle novità del 2019, ricorda infine Alessandro Andolfi, “è il coinvolgimento diretto del comune di Sant’Elpidio  Mare che, da quest’anno, è diventato promotore e gestore diretto della rassegna. Ha deciso di fare proprio il festival, riconoscendone il valore caratterizzante nell’offerta culturale della città”.

 


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