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Chiesa Collegiata di Monterubbiano:
iniziano i lavori di restauro
e di risanamento per la riapertura

MONTERUBBIANO - Il sindaco Mircoli: "I lavori, che inizieranno tra pochi giorni, succedono a un complesso iter burocratico, che ha visto impegnati, senza una benché minima perdita di tempo né smagliatura, la curia arcivescovile di Fermo, l’amministrazione e l’ufficio tecnico del Comune di Monterubbiano, la Soprintendenza ai Beni culturali delle Marche"
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Maria Teresa Mircoli

“Finalmente potremo riaprire i portoni della nostra Collegiata. Un grande sogno si sta avverando”. E’ l’espressione di gioia del sindaco Maria Teresa Mircoli che annuncia il decreto della Cei di assegnazione del contributo, a valere sui fondi dell’8 per mille, per i lavori di restauro e di risanamento per la riapertura della chiesa Santa Maria dei Letterati, cioè la Collegiata di Monterubbiano.

I lavori, che inizieranno tra pochi giorni, succedono a un complesso iter burocratico, che ha visto impegnati, senza una benché minima perdita di tempo né smagliatura, la curia arcivescovile di Fermo, l’amministrazione e l’ufficio tecnico del Comune di Monterubbiano, la Soprintendenza ai Beni culturali delle Marche.
La Chiesa Collegiata ha grandissima importanza per noi monterubbianesi, non solo perché è un prezioso bene che è lì maestoso a dominare la piazza principale, ma soprattutto – aggiunge il sindaco – perché ha notevole rilevanza storica, artistica e sociale. In essa sono custodite numerose opere d’arte di pittori, come Vincenzo e Lattanzio Pagani, e arredi lignei di valenti artigiani, come il Coro del maestro Donati di Offida e dell’ebanista monterubbianese Gaetano Mircoli, a cui si deve anche il bellissimo pulpito. Tale chiesa, peraltro, essendo l’unica in paese ad avere capienza tale (oltre 1000 mq) da accogliere la pressoché intera comunità parrocchiale, è sede di antichi riti come quello biennale del ‘Cristo Morto’ e annuale della ‘Pentecoste’.

Il vescovo Pennacchio

Nel 2017, dopo l’ordinanza di inagibilità della chiesa, causa il degrado, l’amministrazione comunale si è adoperata subito, con grande determinazione, tenacemente, e senza soluzione di continuità, per trovare il modo attraverso il quale – aggiunge il primo cittadino – arrivare all’obiettivo di riaprirla al culto, tentando, in primo luogo, di percorrere la via impervia, risultata poi impossibile, del finanziamento pubblico e, quindi, quella del finanziamento Cei. Ed è proprio qui che si è approdati, grazie al sensibile proattivismo della Curia di Fermo, a cui non ha fatto alcun difetto la sensibilità di comprendere quanto fosse importante per i monterubbianesi riabitare la propria Collegiata. Ringraziamo per questo, con tutto il cuore, il nostro arcivescovo, monsignor Rocco Pennacchio, il suo validissimo staff, il segretario monsignor Giordano Trapasso, l’economo Demetrio Catalini, la dottoressa Alma Monelli. Ringraziamo il parroco don Franz e le locali Confraternite, chiamate in itinere.

Il Comune, dal canto suo, si è fatto subito carico di reperire i documenti necessari alla redazione del progetto, affidato all’architetto Dania Cataldi di Petritoli, che è anche direttore del lavori e che si è molto spesa per farci arrivare al desiderato traguardo. Il Comune ha pure provveduto per agevolare le condizioni per l’allestimento del cantiere.
Il progetto esecutivo è dell’importo di circa euro 600.000, coperti per il 70% dai fondi Cei, e i lavori, che saranno eseguiti dall’impresa I.E.S. F.lli Mammarella di Vacri, interessano principalmente la sistemazione e il consolidamento della copertura lignea, il restauro del campanile, la sistemazione delle volte in camorcanna, il risanamento delle murature e il risanamento delle parti degradate (cornice, intonaci e tinteggiature)”.


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