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Ciclabile, balneari sul piede di guerra
“No al progetto del comitato
vogliamo un confronto col comune”

PORTO SAN GIORGIO - Balneari sul piede di guerra. Dicono no al progetto per una pista ciclabile sul lungomare proposta dal comitato presieduto da Paolo Intorbida. "Intollerabile essere esclusi dal confronto".
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L’ipotesi di realizzare una pista ciclabile sul lungomare Gramsci tiene banco in questa torrida estate. Perché manca e tanti ciclisti la chiedono, perché un comitato si è mobilitato raccogliendo in una settimana oltre 500 firme a sostegno del progetto, perché il sindaco Loira ha commissionato all’ufficio tecnico uno studio di fattibilità da presentare a stretto giro. Insomma perché, forse, dopo decenni di attesa, si è arrivati ad un passo dalla sua sperimentazione. Ma non tutti sembrano accogliere a braccia aperte questa possibilità. “Figuriamoci se non siamo favorevoli alla pista ciclabile -rimarcano Carlo Iommi e Romano Montagnoli, rispettivamente presidente e vice dei balneari Confcommercio Marche centrali- ma non al progetto del comitato. Siamo dispiaciuti che l’Amministrazione comunale non ci abbia sentito. Siamo noi i diretti interessati con 62 concessionari e 7 privati. Come puoi pensare di fare un senso unico e togliere oltre 550 parcheggi per fare spazio alla pista?”.

Il progetto a cui i balneari fanno riferimento e ripropongono è invece quello per il quale i concessionari spostarono di tre metri le loro strutture verso est. Insomma utilizzando la cosiddetta fascia di rispetto tra il marciapiede e gli chalet. Che, a dire il vero, molti hanno utilizzato per attrezzare aree verdi. “Auspichiamo che il lungomare venga rifatto e che nell’ambito di questa riqualificazione si pensi pure alla pista ciclabile” tuona Iommi “capiamo che ci sia l’esigenza di una pista ma non ci si può permettere di fare cose raffazzonate”. Il timore degli operatori è che la sperimentazione proposta dal comitato possa diventare qualcosa di definitivo. “Per noi -proseguono entrambi- la pista resta una priorità ma stiano attento a cosa si farà”. Rincara la dose Teresa Scriboni. “Ci dispiace essere stati bypassati dall’Amministrazione comunale. E’ un fatto gravissimo non aver chiamato in causa il sindacato dei balneari. Basta parlare senza il confronto con il sindacato che li rappresenta al 99%”. Insomma sembra anche che tra il sindacato e il comune lo scontro sia piuttosto vivace


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