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Felicioni sui lotti di via Mameli:”Il Comune è il socio che ogni imprenditore sognerebbe”

PORTO SANT'ELPIDIO - Il capogruppo del Laboratorio civico critico sulla richiesta di proroga del pagamento dovuto all'ente per la vendita del terreno
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Va all’attacco, il capogruppo del Laboratorio civico Alessandro Felicioni, sul lotto di via Mameli, elemento chiave dell’accordo per la riqualificazione di Piazza Garibaldi.

E’ di questi giorni una seconda richiesta, da parte del costruttore, di una proroga per il pagamento della somma dovuta per l’acquisto del terreno. Nel mirino, ancora una volta, le decisioni politiche dell’amministrazione Franchellucci.

Felicioni che scrive: “Se fate una visura della Azzurro srl troverete,  un altro socio finanziatore, a credito, ossia senza ancora aver pagato.  È il Comune di Porto Sant’Elpidio che dopo aver venduto l’area ad un prezzo d’occasione (il sindaco, in consiglio, candidamente ammise l’impossibilità di fare altrimenti) concesse, all’epoca del rogito, il pagamento dilazionato, senza ipoteca legale, senza interessi moratori e senza, di fatto, alcuna garanzia. Il privato ha richiesto già a maggio una proroga di quattro mesi per il pagamento ed ora torna alla carica chiedendo una ulteriore proroga di altri sei mesi”.

Secondo Felicioni:”A leggere la richiesta di proroga, pare che sia proprio la società a farci un piacere, chiedendoci di pagare più in là. Tra le motivazioni si legge infatti che ‘per la realizzazione delle opere di urbanizzazione la ditta Azzurro, di fatto, ha pagato anticipatamente al comune il valore degli oneri di urbanizzazione anziché poterli spalmare con una rateizzazione di due anni. A fronte di detto anticipo, la Azzurro non può ancora provvedere all’inizio dei lavori della seconda palazzina a causa dei ritardi dell’ente gestore della rete del gas per la rimozione di una servitù e non può ancora contrattualizzare vendite nella seconda palazzina se non a rischio di pagamenti di penali‘. Quindi, alla fine  è il Comune che ha preso i soldi anticipatamente e che mette a rischio la realizzazione della seconda palazzina; non è che alla fine se qualcosa va storto ci verranno anche chiesti i danni?”  Felicioni  chiede risposte nell’ottica dell’interesse collettivo delle tasche di tutti i cittadini.

Nella comunicazione, continua l’esponente civico, “il privato ricorda che a novembre 2018 è stato sottoscritto tra le parti il contratto preliminare per la vendita di una porzione dell’Ex Cineteatro Beniamino Gigli, con impegno da parte del Comune a sottoscrivere il rogito notarile e ad effettuare i relativi pagamenti entro il mese di maggio e che ad oggi nulla si è concluso. E se il parere di congruità riservasse sorprese, cosa succederebbe? Tremiamo solo all’idea.
Noi siamo veramente stanchi di questo atteggiamento dell’amministrazione comunale che si è messa, da sola, con le spalle al muro”.

In conclusione, il suggerimento di Felicioni è quello di: “Concedere la proroga solo con applicazione e pagamento degli interessi moratori dall’atto della stipula dell’atto (novembre 2017) e si proceda ad iscrivere ipoteca legale sui beni a spese del privato o, alternativamente, a farsi rilasciare fideiussione bancaria a prima richiesta per l’importo di euro 760 mila a garanzia del pagamento. Così farebbe un qualsiasi creditore che ha interesse a recuperare i propri soldi”.


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