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“Sisma, ecco tutte le problematiche
della ricostruzione” Architetti
e ingegneri scrivono a Mattarella

POST SISMA – La lettera aperta del consiglio direttivo dell'Inarsind Marche, inviata al presidente della Repubblica: "La ricostruzione non si velocizza imponendo delle scadenze umanamente impossibili da rispettare, ma concertando le regole"
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Una lettera aperta al presidente della Repubblica: così Inarsind Marche, associazione di intesa sindacale degli architetti e ingegneri liberi professionisti, ha voluto portare all’attenzione di Sergio Mattarella tutte quelle che, per la sigla professionale, sono le problematiche connesse al processo di ricostruzione del post terremoto.

“Come è noto – rimarcano i membri del Consiglio direttivo – ricade il terzo anniversario del devastante terremoto del centro Italia; i nostri rappresentati, architetti ed ingegneri liberi professionisti, sono in prima linea dal primo giorno per contribuire, nel rispetto delle proprie prerogative, a mettere in sicurezza e a far rinascere questi territori così dolorosamente colpiti; come noi sono in prima linea tutte le altre categorie di professionisti coinvolte, operanti sia nel pubblico che nel privato.

Ci sentiamo in dovere di scriverle questa lettera aperta – fanno sapere al presidente dall’Inarsind – anche dopo aver ascoltato le dichiarazioni dei nostri leader politici nella seduta del Senato del 20 agosto 2019; nessuno di loro ha speso una sola parola per l’ormai tragica situazione in cui versa la ricostruzione nei territori colpiti dal sisma, confermando, purtroppo, il disinteresse della politica italiana alla soluzione delle innumerevoli problematiche sia di carattere tecnico che sociale, che stanno incancrenendo il processo di ricostruzione.

Per l’Insarsind Marche i problemi risiedono “nell’inadeguatezza della normativa tecnica con cui siamo costretti ad operare, piena di contraddizioni e, spesso, oggetto delle più svariate interpretazioni del singolo funzionario”. Inarsind che punta l’indice anche sugli uffici preposti all’approvazione dei progetti di ricostruzione parlando di “carenza di personale” e sulla “uniformità di interpretazione delle norme per la ricostruzione”. Nella disamina dell’Inarsind anche la struttura commissariale, legata al recepimento “dei veri problemi che frenano la ricostruzione e conseguentemente alle giuste soluzioni”, e “la mancanza di un vero progetto di recupero socio-economico delle aree colpite, che sta portando ad un progressivo abbandono del territorio da parte della popolazione e delle imprese. Ci sentiamo anche in dovere di puntualizzare il grave disagio che sta vivendo la popolazione segnalandole che è aumentato a dismisura il consumo di antidepressivi ed i casi di suicidio.

Signor presidente, è triste parlare con un anziano terremotato e percepire, in modo più o meno palese, la rassegnazione di chi è consapevole che non potrà mai più rientrare in casa sua.

Come sindacato di Architetti ed Ingegneri liberi professionisti vogliamo denunciarle lo stato di stallo in cui versa oggi la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 e come operatori confermiamo la nostra massima collaborazione attraverso un nuovo e diverso rapporto con gli organi preposti dello Stato, che passi in primo luogo dal rispetto dell’onorabilità professionale al riconoscimento dei giusti compensi per il lavoro che abbiamo svolto e stiamo tuttora svolgendo.

Le segnaliamo, infine, che la ricostruzione non si velocizza imponendo delle scadenze umanamente impossibili da rispettare, ma concertando le regole con chi operativamente si trova in trincea e sacrifica anche la famiglia per essere il più possibile produttivo: esistono dei limiti umani oggettivi e chiedere di oltrepassarli significa ridurre in schiavitù il professionista e ciò non è degno di uno stato civile come la nostra amata Italia.

Siamo certi che lei, come ha sempre dimostrato – l’appello al presidente della Repubblica – può prendere nella giusta considerazione le denunce riportate, intervenendo tempestivamente e con la massima fermezza su tutti gli organi statali coinvolti perché si possa finalmente iniziare a lavorare con più consapevolezza e serenità per riportare la popolazione nelle proprie case e le imprese nelle proprie strutture”.


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