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La Camera penale di Fermo
e l’osservatorio Carcere dell’Ucpi
in visita alla casa di reclusione

FERMO - l’avvocato Simone Mancini, responsabile regionale dell’Osservatorio Carcere Ucpi, insieme ad una delegazione della Camera Penale di Fermo composta dall’ex  presidente, l'avvocato Igor Giostra e dai colleghi Michelangelo Giugni e Valeria Gobbi, si è recato il 16 agosto nell’istituto penitenziario di Fermo. Individuate criticità e punti di forza del carcere di Fermo
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L’Unione delle Camere Penali italiane, con il suo Osservatorio Carcere, ha aderito alla campagna promossa dal Partito Radicale e Radio Radicale ‘Ferragosto in carcere’, visitando gli istituti penitenziari territoriali.
Nell’occasione, l’avvocato Simone Mancini, responsabile regionale dell’Osservatorio Carcere Ucpi, insieme ad una delegazione della Camera Penale di Fermo composta dall’ex  presidente, l’avvocato Igor Giostra e dai colleghi Michelangelo Giugni e Valeria Gobbi, si è recato il 16 agosto nell’istituto penitenziario di Fermo.
La finalità di tale iniziativa è consistita nel verificare le condizioni intra-murarie dei detenuti, insieme a quelle del personale dell’istituto, situazioni che indubbiamente si riflettono nel livello di qualità della vita. Grazie alla cortese collaborazione offerta dalla direzione dell’istituto di Fermo, è stato possibile accedere a zone abitualmente interdette ed è stato possibile mostrare ai detenuti la vicinanza della Camera Penale di Fermo e dell’Osservatorio Carcere alle criticità della vita carceraria.
“Proprio in conseguenza dell’allarmante situazione nell’ambito detentivo, l’Ucpi – ricordano il responsabile Osservatorio Carcere dell’Ucpi, l’avvocato Simone Mancini e il presidente della Camera Penale di Fermo, l’avvocato Andrea Albanesi – ha recentemente proclamato l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per il giorno 9 luglio scorso.
Passando ai numeri: l’istituto penitenziario di Fermo non presenta ad oggi particolari criticità di organico. A fronte della previsione di 54 unità di personale, va rilevato che solo un dipendente è prossimo al pensionamento ma ben 4 nuovi impiegati sono in arrivo. E’ stata rilevata anche l’assenza di problematiche di sovraffollamento, circostanza verificatasi in passato in concomitanza con una certa carenza di organico: la popolazione consiste in circa 50 detenuti, di cui il 45% risulta essere composto da stranieri, essendo per quest’ultimi maggiormente difficoltoso reperire un’attività lavorativa ed un’abitazione tale da permettere l’accesso alle misure alternative alla detenzione.
L’assistenza sanitaria è garantita dalla presenza di un medico ed un infermiere, al bisogno si ricorre anche all’intervento della guardia medica di turno e l’infermeria risulta dotata di defibrillatore.
All’interno della Casa di reclusione di Fermo è prevista una piccola sezione riservata a detenuti in attesa di giudizio (la cosiddetta sezione circondariale), c’è un’ulteriore sezione per detenuti in stato di semilibertà, con 4 posti cadauno. Oltre all’insufficienza degli spazi all’interno delle celle, un punto di criticità su cui indubbiamente bisogna riflettere consiste, nonostante l’impegno umano e professionale di tutto il personale, nella difficoltà di gestione dei soggetti che presentano problematiche psichiatriche, stante la carenza di adeguate strutture che potrebbero condurre ad un approccio e ad un supporto più adeguato nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili, a diretto beneficio anche della convivenza tra i detenuti”. E per concludere, nella loro nota, il responsabile Osservatorio Carcere dell’Ucpi, l’avvocato Simone Mancini e il presidente della Camera Penale di Fermo, l’avvocato Andrea Albanesi chiedono maggiori iniziative di carattere sociale e lavorativo, quelle ossia importanti anche per il “recupero ed il reinserimento sociale del detenuto, ratio ispiratrice dello stato di detenzione”.


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