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“Il sindaco critica i dipendenti
perché non ha argomenti convincenti”
la replica dei sindacati a Terrenzi

SANT'ELPIDIO A MARE - Cgil, Cisl e Rsu: "Proprio a causa dell'immobilismo, al di là dei continui annunci di inversione di rotta mai portati a termine, oltre che l’incapacità amministrativa di risolvere i problemi concreti, è stato indetto lo sciopero, che, peraltro, per senso di responsabilità ed attenzione della parte sindacale nei confronti della cittadinanza, è soltanto di tre ore"
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Le organizzazioni sindacali Fp Cgil e Cisl Fp Marche, insieme ai componenti Rsu eletti nel Comune di Sant’Elpidio a Mare, replicano al sindaco. “Il primo cittadino ha attaccato il proprio personale definendolo miseramente come privilegiato (leggi le dichiarazioni di Terrenzi). E’ evidente che il sindaco si è comportato in tale modo, mettendo in ballo un antistorico dualismo tra lavoratori pubblici e privati, solo per carenza di risposte e di argomenti convincenti da controbattere alle puntuali denunce sindacali. Questa e la dura verità”. Così la replica del segretario provinciale Fp Cgil Roberto Lanfranco e di quello regionale Cisl Fp Giuseppe Donati, in una nota firmata anche dalle Rsu Roberto Carlomè, Emilio Pelati, Alessandra Levantesi, Pierluigi Persichini e Felice Volpe. Il pomo della discordia? Lo sciopero dei dipendenti comunali

“Seguendo la traccia distorta utilizzata dal sindaco, si può suggerire a quei cittadini che si lamentano – scrivono i sindacalisti e le Rsu – come scritto (dal sindaco) di non ricevere servizi efficienti e veloci, di chiedere al primo cittadino come mai non abbia messo in condizione gli Uffici comunali di essere efficienti e produttivi. Chiedano quante persone si occupano delle loro pratiche, oppure quali professionalità mancano in aree strategiche e chi assume decisioni al posto dei professionisti mancanti.

Ma poi, sempre secondo quanto dichiarato dal sindaco, Sant’Elpidio a Mare non era un esempio di efficienza e qualità? Con chi l’avrebbe raggiunta tale efficienza, da solo? Forse non si rende conto che è proprio grazie ai dipendenti insoddisfatti ed esasperati, definiti dei privilegiati, ha potuto ottenere i risultati che tanto sbandiera.

È un triste segno dei tempi che un datore di lavoro pubblico delegittimi i propri collaboratori, quindi il suo bene primario, con frasi demagogiche, finalizzate solo a coprire l’incapacità di riorganizzare la macchina amministrativa, punto fino ad ora fallito, del programma del suo secondo mandato.  Proprio a causa del citato immobilismo, al di là dei continui annunci di inversione di rotta mai portati a termine, oltre che l’incapacità amministrativa di risolvere i problemi concreti, è stato indetto lo sciopero, che, peraltro, per senso di responsabilità ed attenzione della parte sindacale nei confronti della cittadinanza, è soltanto di tre ore. Lo sciopero del resto, rimane l’unico mezzo democratico, costituzionalmente garantito, per manifestare, una volta esauriti tutti i tentativi di interlocuzione ufficiosi ed ufficiali, e rivendicare i sacrosanti diritti dei lavoratori pubblici o privati”.

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