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Scogliere emerse con fondi Area di Crisi Complessa, Marcozzi (Fi): “Boutade da campagna elettorale”

SCOGLIERE - "La protezione della costa e le esigenze degli operatori balneari, con le scogliere propedeutiche allo sviluppo turistico, non possono essere mescolate a quelle delle imprese dell’area di crisi in un calderone per creare solo confusione e scontentare tutti"
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Il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Jessica Marcozzi interviene in merito al dibattito sull’inserimento del finanziamento per le scogliere emerse di Porto Sant’Elpidio nel percorso dell’area di crisi complessa: “Capisco che le elezioni regionali si avvicinano ma sentire parlare dell’inserimento dei finanziamenti delle scogliere emerse nel percorso dell’Area di Crisi complessa ha davvero dell’incredibile. Ora che il voto è prossimo troveremo le scogliere in ogni possibile canale di finanziamento? L’Area di crisi complessa è ben definita e ha delle precise destinazioni”.

Marcozzi che sottolinea: “La protezione della costa e le esigenze degli operatori balneari, con le scogliere propedeutiche allo sviluppo turistico, non possono essere mescolate a quelle delle imprese dell’area di crisi in un calderone per creare solo confusione e scontentare tutti. Ceriscioli ha rimarcato come le risorse dell’Area di crisi siano solo per le imprese. Ma qualcuno, come Cesetti, valuta di usarle per le scogliere. Prima delle boutade si chiariscano le idee al loro interno. La Regione non può continuare a mescolare le carte e tenere i piedi su due staffe nel tentativo di gettare fumo negli occhi degli operatori balneari che invece meritano chiarezza e certezze, come d’altronde anche le aziende dell’Area di Crisi. La Regione si è impegnata a stanziare 4/5 milioni nel prossimo bilancio per le prime scogliere emerse, da sud, per un progetto complessivo stimato in 288 milioni. Come si finanzierà l’intero progetto? O pensano solo ad arrivare alla prossima primavera e basta? E, soprattutto, visto che di denaro pubblico parliamo, la Regione ha valutato sia tecnicamente che economicamente il taglio dei pennelli? Soluzione che, con una città che non ha un’erosione storica ma indotta, potrebbe essere risolutiva, veloce, economica e ecologicamente non impattante. Hanno pensato all’allargamento contestuale della spiaggia, alla sua rinaturalizzazione? Hanno valutato l’ipotesi dell’acquisto di un pontone, come ho già chiesto parlando del porto di Porto San Giorgio? O pensano a piazzare qualche scogliera giusto prima dell’apertura delle urne per poi lasciare tutto all’abbandono senza una visione progettuale complessiva, e davvero risolutiva?”


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