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Alberghiero di Amandola,
Filisetti (Usr): “Non ci sono
i presupposti per attivare una classe”

AMANDOLA - Il direttore dell'Ufficio scolastico regionale: "Penso che sia più utile per un territorio avere alunni di eccellenza, pronti a qualsiasi sfida nel mondo del lavoro di domani, quando il confronto non ammetterà scuse. Per questo non possiamo permetterci di abbassare la guardia sugli indici di funzionalità didattica che determinano la qualità della preparazione"
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Marco Ugo Filisetti

di Maria Nerina Galiè

“Ritengo, e lo ribadirò il 18 al Tar, che non ci siano i presupporti per l’attivazione della classe dell’alberghiero di Amandola, così come di altre decine nelle Marche alle quali abbiamo detto di no” così Marco Ugo Filisetti nella diatriba tra Usr Marche e Comune. Il concetto il direttore generale ribadirà il 18 settembre al Tar, dove è stato chiamato ad un confronto diretto con l’amministrazione comunale. La diatriba va avanti da gennaio, quando sono state aperte le iscrizioni per la prima classe a indirizzo alberghiero, la cui attivazione è stata bloccata con decreto dell’Usr, poi sospeso su ricorso del Comune e nuovamente attivato. Nel frattempo i 14 alunni iscritti a gennaio sono stati riorientati in altri istituti. Ma all’Ite di Amandola non c’è posto per tutti.

L’Alberghiero di Amandola è al centro di una storia che accende e spegne ad intermittenza le speranze dei cittadini dallo scorso dicembre, con la cerimonia di inaugurazione dei locali all’interno dell’Ite (Istituto scolastico economico), pronti ad accogliere da settembre 2019 il nuovo indirizzo. Due le certezze al momento. La prima è che il 16 settembre non suonerà la campanella per i 14 alunni iscritti a gennaio. Riorientati tutti, o quasi, in altri istituti. Troppo pochi per giustificare l’attivazione della classe. Lo ha detto l’Ufficio scolastico regionale con un apposito decreto, sospeso in un primo momento dal tribunale amministrativo dietro ricorso dell’amministrazione comunale di Amandola, poi riattivato per controricorso dell’Usr stesso. La seconda è l’appuntamento del 18 settembre al Tar, che ha chiamato ad un ultimo, decisivo, confronto diretto i principali attori della vicenda. Da una parte il sindaco Adolfo Marinangeli, che si è opposto di nuovo alla decisione di Filisetti, e dall’altra lo stesso Filisetti con le idee piuttosto chiare in merito. “Premetto che non si tratta di una battaglia tra noi e l’ente locale – ha sostenuto – ritengo semplicemente, e lo ribadirò il 18, che non ci siano i presupporti per l’attivazione della classe, dell’alberghiero di Amandola come di altre decine nelle Marche alle quali abbiamo detto di no. Il Tar, su ricorso del Comune, ci ha chiesto di riesaminare con attenzione particolare e puntuale la situazione. Lo abbiamo fatto, confermando quello che era emerso in prima battuta”. Tra le argomentazioni portate avanti dal sindaco Marinangeli c’è il contrasto allo spopolamento delle aree montane e la ripartenza dopo il sisma.

“Tutti vorrebbero avere la scuola sotto casa. Ma in 14, i ragazzi non potrebbero nemmeno organizzare una partita di calcio tra loro se lo volessero” ha commentato Filisetti, concedendosi una battuta, per poi continuare: “Penso che sia più utile per un territorio avere alunni di eccellenza, pronti a qualsiasi sfida nel mondo del lavoro di domani, quando il confronto non ammetterà scuse. Per questo non possiamo permetterci di abbassare la guardia sugli indici di funzionalità didattica che determinano la qualità della preparazione”.
“Nella valutazione – ha detto ancora il direttore generale – abbiamo tenuto conto del fatto che per questi studenti ci sono più alternative. Chi tra loro vuole fare l’alberghiero dovrebbe coprire distanze che per altri loro colleghi non rappresentano un problema. Chi invece per motivi personali non può allontanarsi da Amandola, sarà accolto dall’Ite”. Non è stato così però un ragazzo di Amandola che il 12 settembre si è visto recapitare per raccomandata il mancato accoglimento della domanda d’iscrizione alla prima classe dell’Ite, ad indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing. La motivazione: la classe, l’unica concessa per l’indirizzo, ha raggiunto il numero massimo di 26 unità fissato proprio dall’Usr.


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