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Una solida rete contro la dispersione scolastica,
al San Carlo il progetto Goals

FERMO - Molteplici le proposte per i ragazzi e con diverse sfumature: da azioni di potenziamento scolastico, orientamento in uscita per scuole medie e superiori, contrasto al bullismo e riscoperta delle proprie capacità, ad attività di supporto psicologico e tutoraggio a ragazzi in condizioni di fragilità sociale
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Si è svolto ieri mattina al Ricreatorio San Carlo di Fermo il ‘Tavolo di Impatto Collettivo’ del progetto G.O.A.L.S. (Giovani Orientamento, Accompagnamento, Laboratori Scuola) che propone azioni di prevenzione e di contrasto al disagio giovanile.

Il progetto, proposto dalla Cooperativa Il Faro di Macerata e selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile (secondo la disposizione di legge n. 208 del 27/12/2015, art 1 comma 392), è in corso di svolgimento e si appresta a iniziare il secondo dei tre anni di attività previsti.

“Siamo molto contenti del lavoro svolto nel primo anno di attività” ha sottolineato Marcello Naldini, responsabile del progetto e portavoce della cooperativa sociale Il Faro (Capofila dell’iniziativa), sottolineando l’importanza della rete. “In questo primo anno abbiamo raggiunto circa 2700 giovani tra gli 11 e i 17 anni grazie al lavoro dei 24 partner, professionisti, collaboratori e altre realtà (es associazioni di genitori, sportive, imprese etc) con cui abbiamo costruito diverse iniziative, per contribuire a produrre un cambiamento positivo e concreto per il futuro dei ragazzi.”

Il ‘Tavolo di impatto’ è lo strumento che il progetto ha individuato per agire in una visione aggregata, organica e per adottare approcci di ‘welfare comunitario’. Il modello permette la costruzione di una ‘comunità educante’ dove gli attori chiamati ad interagire coi ragazzi e le famiglie (es. ETS, Scuole, Enti Pubblici, Professionisti, Imprese) congiungono i propri sforzi per rispondere più efficacemente ed efficientemente ai bisogni del territorio.

Numerosi i territori coinvolti nell’iniziativa: San Benedetto del Tronto, Grottammare, Civitanova Marche, Macerata, Fermo e Porto San Giorgio. Da un punto di vista qualitativo il progetto in questo primo anno ha registrato un impatto positivo, come messo in luce dall’analisi dell’ente valutatore ‘Human Foundation’ di Roma. All’incontro Maria Luisa Macedone – impact evaluation officer – che col il suo staff ha monitorato il progetto, ha inoltre illustrato la metodologia utilizzata, sottolineando l’importanza di un approccio partecipativo nel percorso di valutazione: “senza il coinvolgimento degli attori che fanno muovere l’intervento la valutazione non sarebbe sufficiente ma sarebbe parziale; fondamentale è dunque la collaborazione di tutti

Molteplici le proposte per i ragazzi e con diverse sfumature: da azioni di potenziamento scolastico, orientamento in uscita per scuole medie e superiori, contrasto al bullismo e riscoperta delle proprie capacità, ad attività di supporto psicologico e tutoraggio a ragazzi in condizioni di fragilità sociale. Inoltre sono previste attività laboratoriali di supporto alla genitorialità, di responsabilizzazione dei ragazzi e volte a prevenire il fenomeno NEET (giovani-adulti che non studiano, non lavorano e hanno anche rinunciato alla ricerca di un’occupazione) giocando d’anticipo.

“È evidente un ritorno positivo da parte di tutti i territori coinvolti in GOALS: l’approccio che si sta mettendo in campo è quello giusto” – Commenta il Coordinatore d’Ambito dott. Alessandro Ranieri – “una progettazione calata dall’alto non avrebbe possibilità di impattare. Con GOALS, invece, ogni azione viene concertata tra istituzioni e operatori partendo dai bisogni concreti. L’auspicio è che il modello proposto con GOALS possa continuare anche dopo il triennio di lavoro attualmente previsto.”

Feedback positivi confermati anche dal resto della rete di partenariato. Sottolineata più volte la necessità di rafforzare l’alleanza genitori – figli – scuola – educatori. Come afferma Giorgio Pellei, portavoce della Cooperativa sociale Capitani Coraggiosi “fondamentale è il lavoro con i genitori: la famiglia è infatti il primo luogo dove i ragazzi vengono educati”.

Grandi soddisfazioni in tutte le attività che sono state promosse in questo primo anno: Andrea Falcioni, dell’Ass. Papa Giovanni Paolo II, afferma “pensiamo di aver lasciato un piccolo semino in tutti questi ragazzi, che continueremo a coltivare nei prossimi anni”. Andrea, emozionato, ci racconta del grande interesse suscitato nei ragazzi con gli incontri sulla storia del campione Gino Bartali, proposto come esempio positivo di vita. Maristella Avallone, referente della Cooperativa sociale Il Faro , sottolinea che Il progetto GOALS permette di intervenire sui giovani in maniera globale: “attraverso nuove risorse abbiamo la possibilità di mettere in campo una varietà di strumenti che ci consentono di differenziare gli interventi ed adattarli ad ogni singolo ragazzo e alla sua famiglia.”

Carico di entusiasmo anche l’intervento di Claudia Santoni, rappresentante dell’Osservatorio di Genere, che nel progetto è responsabile di attività per contrastare il fenomeno del bullismo: “con i nostri laboratori cerchiamo di generare il ‘cambiamento’ nei ragazzi, tramite una riflessione più intima e individuale”.

Grande soddisfazione quindi per questo primo anno di attività, come sottolineato anche dall’Assistente Sociale del Comune di Macerata Marika di Prodi: “vorrei condividere la positività, l’energia e la carica emotiva che il progetto porta con sé. La nostra proposta è continuare su questa strada per proporre attività sempre più rispondenti ai bisogni dei ragazzi e delle loro famiglie.” L’Assistente sociale di Civitanova Marche Stefania Lufrano ci racconta degli importanti risultati raggiunti con l’educativa di strada: “avere un educatore che può incontrare i ragazzi, che solitamente non frequentano luoghi di aggregazione e a rischio di condotte devianti permette di istaurare con loro un rapporto di fiducia e tentare quindi di evitare che prendano una cattiva strada difficilmente recuperabile”.

Già in cantiere numerose iniziative per l’anno che verrà, come anticipato da Roberto Fiore rappresentante dell’Associazione CDO. Tra queste ci sarà il primo InnWork, che si svolgerà a breve a Fermo all’interno del Festival Fermamente. “Innwork è lo strumento usato per mettere in rete ragazzi e imprese per una scelta consapevole del percorso di studio finalizzato alla ricerca di un lavoro”.

La pianificazione messa in atto in questi mesi tiene conto dei punti di forza e delle criticità che ogni partner ha riscontrato. “Siamo all’inizio di un cammino importante che in questo secondo anno, oramai alle porte, diversificherà e potenzierà ancora di più le attività.” Conclude così Marcello Naldini, della Cooperativa sociale Il Faro, ente capofila.


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