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Teatro delle Api gremito di gente per Crepet

PORTO SANT’ELPIDIO - Un successo oltre ogni aspettativa l’appuntamento con il sociologo Paolo Crepet nell’ambito della rassegna “Non a voce sola”. Soddisfazione espressa dall’assessore al bilancio e alle pari opportunità, Emanuela Ferracuti.
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di Nunzia Eleuteri

Il capiente Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio non è riuscito letteralmente a contenere tutte le persone accorse per il nono appuntamento con la rassegna “Non a voce sola” che ieri sera ha visto protagonista lo psichiatra Paolo Crepet. Presenti in platea la presidente della commissione regionale delle pari opportunità, Meri Marziali, il consigliere regionale Francesco Giacinti, la presidente del consiglio comunale della città, Milena Sebastiani, e la segretaria del PD di Porto Sant’Elpidio, Patrizia Canzonetta pubblicamente ringraziata da Oriana Salvucci per il grande contributo organizzativo per la riuscitissima serata.

Giustamente soddisfatta Emanuela Ferracuti, assessore al bilancio e alle pari opportunità della città, che ha fortemente voluto la rassegna diretta da Oriana Salvucci e altrettanto soddisfatto il sindaco, Nazareno Franchellucci che così ha esordito: “Un onore grandissimo avere Paolo Crepet nel nostro teatro. Abbiamo avuto un grandissimo afflusso di persone e ci scusiamo per non aver potuto accontentare tutti. Un ringraziamento va all’assessore Emanuela Ferracuti. ad Oriana Salvucci e in particolare a tutti gli sponsor che hanno permesso questa serata di riflessione.”.

Ed è stata proprio una serata di riflessione su temi come il denaro (contrapposto ai sentimenti), la comodità (contrapposta all’impegno), il desiderio unito alla passione.

“Cos’è l’essenziale? – ha tuonato il sociologo – Pensateci seriamente e scoprirete che non è qualcosa di materiale. I sentimenti sono l’essenziale. E allora perché siamo più gelosi di un’auto piuttosto che di un sentimento. E perché a scuola non insegniamo a riconoscere il sentimento?”.

Raccontando esperienze di lavoro e personali, lo psichiatra ha messo in risalto come questo tempo sia figlio di falsi miti e come non si possa vivere senza speranza che però non coltiviamo.

Sant’Agostino, che era un genio assoluto, ha detto che la speranza ha due figli: l’indignazione e il coraggio. L’indignazione per le cose che non vanno e il coraggio per cercare di cambiarle. Questo è il senso della vita – ha spiegato Paolo Crepet – Se non ti piace una cosa cambiala! Lamentarsi non porta frutto. Io sono un portatore sano di dubbi. Sono qui affinché voi possiate riflettere e andare via pieni di dubbi.”.

Non pochi gli applausi ricevuti, soprattutto quando, più volte il sociologo ha rimarcato l’importanza degli insegnamenti, del coraggio e dell’esempio: “I soldi non fanno venire idee; sono le idee che fanno venire i soldi. Bisogna avere il coraggio di ‘togliere’ ai nostri figli affinché possano conoscere il desiderio. Invece non facciamo che aggiungere privandoli di conoscere anche l’inquietudine. Ma senza questa non si va da nessuna parte. Gli inquieti hanno cambiato il mondo. Gli inquieti producono meraviglie.”.

“C’è chi dice che il treno passi una sola volta. Chissà?! – ha continuato – Di certo bisogna alzarsi dalla sedia e andare in stazione a prenderlo. Non passa a casa nostra. Un’azione va fatta. Poi ci sono treni giusti e treni sbagliati ma se non ci alziamo dalla sedia è sicuro che non prenderemo né l’uno né l’altro. E non dimentichiamo mai che dagli errori si impara. Se non sbagliamo, non impariamo, non cresciamo.”.

Una platea attenta quella del Teatro delle Api, pronta ad “imparare” da chi ha una grande esperienza: “Mi piace pensare di lasciarvi qualcosa – è stato il saluto finale del sociologo e scrittore Crepet – Curate le vostre passioni e reinventatele ogni giorno perché se avete passione non conoscerete la fatica. Ognuno faccia la piccola parte che può in questo mondo, l’importante è sempre dare il meglio di se stessi.”.

 


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