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Giovani tra dipendenze e gioco d’azzardo
“Con le app facciamo capire loro i pericoli”

FERMO - Le considerazioni di Alessandro Ranieri, coordinatore dell'Ambito Sociale XIX: "Dobbiamo saper contestualizzare ed indirizzare anche quella che chiamiamo aggregazione digitale"
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di Andrea Braconi

“Non possiamo più limitarci a parlare di aggregazione territoriale, ma dobbiamo saper contestualizzare ed indirizzare quella che chiamiamo aggregazione digitale”. Un filone, quest’ultimo, ancora in evoluzione, ma che Alessandro Ranieri, coordinatore dell’Ambito Sociale XIX, ha ben chiaro e sul quale da diversi anni sta orientando una parte consistente delle proprie progettualità.

E se all’interno di Gener(Y)Action, il progetto sviluppato dalla Provincia di Fermo a favore dei paesi ricadenti nel cratere sismico, l’Ambito ha avuto e sta avendo un ruolo importante (con la creazione e la pubblicazione di contenuti sull’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, su esperienze formative in Italia e all’Estero, oltre che su bandi e concorsi), anche sul fronte delle istanze e delle problematiche della sfera giovanile questa realtà che coordina i servizi in 31 Comuni del territorio sta avendo un ruolo altrettanto strategico.

La riprova è il lancio tra l’autunno e l’inizio della primavera di due nuove app. La prima in ordine di tempo a vedere la luce, anzi, gli schermi di centinaia di ragazze e ragazzi sarà Rischio, incentrata su droghe e dipendenze di vario genere.

“Ci sarà una parte informativa – spiega Ranieri, annunciando la partenza tra ottobre e novembre con un evento specifico alla presenza di importanti personaggi – così come uno spazio su luoghi e contesti che fanno riferimento ai servizi. Ma per rendere questo strumento veramente appetibile abbiamo inserito una parte di gioco primordiale, diciamo così, frutto dell’attività che faceva l’unità di strada, con un gioco che si chiamava proprio Rischio parafrasando il famoso Risiko. All’interno della app l’abbiamo attualizzato e semplificato e così, oltre a far giocare i ragazzi che dopo aver risposto ad una serie di domande all’interno di una sorta di gioco dell’oca, dove cresce il benessere o cresce il rischio a seconda delle risposte, ci collegheremo iniziative che creeranno un’interlocuzione con gli stessi ragazzi: faremo dei premi periodici, eventi che richiameranno in diretta le nuove generazioni”.

L’altro fronte è quello del gioco d’azzardo patologico. In questo caso la app, come le altre realizzata da uno spin off della Politecnica delle Marche, è ancora in fase di costruzione. “Ci siamo avvalsi anche della consulenza matematica del docente universitario Umberto Giostra – conclude Ranieri – per la una creazione virtuale di gioco, dal casinò ai classici giochi delle macchinette ed altri ancora. Partiremo con 4 giochi, poi in un aggiornamento successivo ne inseriremo altri 2 e piano piano altri ancora. Insomma, si giocherà proprio, con la parte informativa ridotta all’essenziale, e faremo capire ai giovani che le possibilità di vincita sono poche, se non nulle, i rischi che ne conseguono e simulando le possibilità che innescano il non ritorno”.


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