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Da Monte San Vito a Montappone,
una nuova opera
al Museo del Cappello

MONTAPPONE - Sabato scorso la consegna del cappello della Fattoria Petrini, ora inserito nella speciale sezione “Marche, tanto di cappello” all’interno del Museo di Montappone
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Da Monte San Vito a Montappone, Francesca Petrini testimonial per le Marche nel mondo ad Expo 2015 e già presidente regionale Cna agroalimentare, in missione speciale per la consegna del cappello realizzato da Fattoria Petrini per il Museo Internazionale del Cappello avvenuta sabato scorso alla presenza delle autorità e delle rappresentanze produttive più illustri del territorio.

“In occasione di una mia visita al museo nel 2017 con una mia importante cliente, fui invitata dall’imprenditore Paolo Marzialetti e dal responsabile del museo Mario Clementi a pensare ad un cappello da inserire nella collezione speciale ‘Marche, tanto di cappello’, curata da Giuliano De Minicis, che accoglie varie proposte, molto originali, reinterpretate nella forma e nella fattura tutta artigianale da aziende eccellenti del territorio regionale”, racconta Francesca che con il fratello è titolare di una delle aziende olivicole maggiormente riconosciute a livello nazionale ed internazionale per la produzione di oli extra vergini di qualità tanto da essersi guadagnata, come già ricordato poc’anzi, l’appellativo di Testimonial Marche nel mondo ad Expo 2015.

“L’opera è dedicata al ricordo della figura esemplare di nostro padre, il cavalier Leonida Petrini, che tanto fece per la valorizzazione dell’olio delle Marche nel panorama olivicolo nazionale ed internazionale – aggiunge Cristiano Petrini – Ci piace ricordarlo anche in questo modo; grazie a lui siamo stati pionieri del biologico in Italia quando esisteva solo la legge regionale – appunto della regione Marche, tra le primissime regioni italiane a legiferare in materia di agricoltura biologica – non c’era ancora il regolamento europeo. Mio padre aveva una grande passione per la natura e per il cibo naturale, senza chimica, utile all’uomo per salvaguardare la sua salute ma anche all’ambiente perché più rispettoso dei delicati equilibri eco sistemici. Era un visionario ma con i piedi per terra visto che oggi il biologico si è rivelato un grande business. Aveva capito che il mondo alimentare e soprattutto agricolo avrebbe avuto bisogno di cambiare rotta per il bene di tutti e dell’intero pianeta. Oggi, più che mai, ne vediamo purtroppo le conseguenze”.

Tornando al cappello e alla sua realizzazione, l’azienda ha scelto La Congrega, impresa di artigianato artistico tessile, che da oltre 40 anni, nel centro storico di Ancona, dà vita a manufatti di arredo, unendo la tradizione ad una propria linea creativa, potendo attingere ad un archivio di oltre 3000 oggetti tra cui una ricca collezione di cappelli.

I “Lirici Greci”, azienda consulente di design, ha fornito delle tracce sulle quali la Congrega ha lavorato per creare questo cappello. È evocata la natura ed il lavoro della raccolta delle olive, grazie all’utilizzo della rete verde; la manifattura artigianale, nel frammento di panama originale della calotta ed il richiamo alla moda degli anni ’30 che introduceva la “veletta” come vezzo per il cappello femminile.

Alla consegna dell’opera al museo non poteva mancare il finale gastronomico con il buffet a base di prodotti da forno e dolciari realizzati con l’antico grano “jervicella” usato al tempo per fare i cappelli mentre oggi ne viene esaltato soprattutto il sapore unito all’alto valore nutrizionale.


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