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No alle barriere antirumore, chiusa la raccolta:
4117 firmatari a Porto Sant’Elpidio

PORTO SANT'ELPIDIO - Il presidente Farina ringrazia tutti i collaboratori: "Un'adesione importante, la battaglia non è finita, terremo aggiornata la popolazione"
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Si è chiusa oggi, a quattro mesi dall’avvio dell’iniziativa, la raccolta firme promossa a Porto Sant’Elpidio contro le barriere antirumore ai lati del tracciato ferroviario. Il comitato No al muro Sì al mare formatosi in città, sull’onda delle esperienze avviate in altri Comuni che si stanno battendo per la stessa problematica, ha collezionato ben 4.117 sottoscrizioni. A darne notizia sono i componenti del comitato, che nei prossimi giorni consegneranno formalmente il lungo elenco di firme al sindaco Nazareno Frachellucci.

Il comitato, capitanato dal presidente Enzo Farina, è composto da Luciano Ciccolini, Francesco Fratini, Mario Galieni, Gabriele Gasparroni, Graziella Tiburtini, Orazio Tofoni. “Il primo ringraziamento va al consigliere Giorgio Marcotulli che ci ha permesso di venire a conoscenza di questo gravoso problema, creando così le basi per la formazione del comitato stesso – esoridscono Farina e gli altri membri – Ringraziamo l’ Amministrazione comunale che ci ha permesso di occupare piccoli spazi pubblici per posizionare i nostri banchetti. Ringraziamo le associazioni di Quartiere Centro, Corva, Cretarola, Faleriense, Fonte di Mare, Marina Picena, San Filippo, l’associazione culturale storica la Kasbah e Vivi il centro per averci ospitati durante le loro manifestazioni permettendoci di aprire i nostri banchetti.

Un grazie, dal comitato, anche ad un lungo elenco di cittadini, commercianti, rappresentanti di associazioni, che a vario titolo si sono interessati al problema, hanno partecipato alle iniziative e garantito il loro supporto e la collaborazione nella raccolta di firme. Numeri importanti, quelli collezionati negli ultimi mesi, che danno l’idea della diffusa contrarietà da parte della comunità. Chiaramente, di per sè, la raccolta firme non ha un valore significativo per scongiurare la realizzazione delle barriere. E’ però uno strumento in più per dare forza all’azione in corso contro il progetto e per richiedere forme alternative di intervento ben meno impattanti.

P.Pier.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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