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Arriva a Santa Vittoria,
ad attenderlo ci sono
i carabinieri: arrestato

SANTA VITTORIA - Dalla compagnia di Montegiorgio: "Il giovane macedone deve scontare 3 anni, 5 mesi e 22 giorni di reclusione, nonché 15 giorni di arresto, per cumulo di condanne definitive in merito a una rapina, un furto aggravato e guida in stato di ebbrezza, reati consumati nel corso degli anni 2006 e 2007"
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Nel primo pomeriggio di ieri, i carabinieri della stazione di Santa Vittoria in Matenano, comandata dal maresciallo maggiore Pede, nell’ambito territoriale della compagnia di Montegiorgio guidata dal capitano Canale, hanno tratto in arresto un macedone 34enne sul conto del quale pendeva un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni della Procura della Repubblica di Macerata nel mese di giugno del 2017.

“L’uomo – spiegano dalla compagnia di Montegiorgio – deve scontare 3 anni, 5 mesi e 22 giorni di reclusione, nonché 15 giorni di arresto, per cumulo di condanne definitive in merito a una rapina, un furto aggravato e guida in stato di ebbrezza, reati consumati nella provincia di Fermo nel corso degli anni 2006 e 2007. Per lui, dopo le formalità di rito, si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Fermo per l’espiazione della pena prevista. Giunto da pochi giorni a Santa Vittoria in Matenano, dove aveva deciso di stabilirsi, è stato controllato dai carabinieri della locale stazione, comandata dal maresciallo maggiore Marco Antonio Pede, i quali, approfondendo gli accertamenti, hanno acclarato che sul suo conto pendeva il provvedimento restrittivo emesso dall’autorità giudiziaria.

Il capitano Massimo Canale, comandante della compagnia di Montegiorgio

Il neo arrivato è saltato subito agli occhi dei militari della stazione deputati al controllo di quel territorio che, hanno pensato bene di approfondire l’accertamento.
Continua discreto e serrato il controllo quotidiano del territorio, da parte dei carabinieri dell’intera compagnia di Montegiorgio, a cui è affidata la vigilanza sui 23 Comuni interni della provincia fermana. L’attività di monitoraggio dell’Arma, specie nei piccoli centri ed in particolar modo sui nuovi soggetti che li frequentano mira a preservare le realtà locali da pericoli di infiltrazione delinquenziale che comunque esistono”.


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