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Al Conservatorio passaggio di testimone
L’emozione di Verducci, l’orgoglio di Giostra
“Voglio musica nelle piazze e nelle scuole”

FERMO - Il nuovo presidente del Consiglio di Amministrazione del “Pergolesi” ha elencato i propri obiettivi, ringraziando il suo predecessore
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di Andrea Braconi

Passaggio di consegne tra Carlo Verducci e Igor Giostra alla presidenza del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio “Pergolesi”. A suggellare il momento il direttore Nicola Verzina, che conferma come la nomina ufficiale sia arrivata la scorsa settimana dal Miur, con tanto di firma del ministro. “Un ringraziamento sentito a Verducci per questi 6 anni di lavoro, di cui 2 con me e i primi 4 con il maestro Mazzoni. Sono stati 6 anni intensi in cui ha cercato di risolvere i problemi che mano a mano si sono presentati: il Conservatorio deve continuamente far fronte a situazioni non solo fisiologiche ma tante impreviste, che si verificano nel corso dell’anno accademico. Il presidente ha sempre avallato le proposte finalizzate ad una crescita del Conservatorio ed il suo è stato un contributo prezioso”.

A succedergli, come detto, l’avvocato Giostra. “Il suo nome era nella terna che abbiamo inviato al Ministero e in questi anni ho avuto modo di apprezzarlo. Nessun dubbio che la sua collaborazione sarà fattiva” aggiunge Verzina.

Dalla voce di Verducci emerge tutta l’emozione per il suo saluto finale. “Sei anni che sono volati rapidamente” dichiara, citando una poesia di Cardarelli. “Nel luglio 2013 non pensavo assolutamente di assumere questo incarico, ma poi tutto è avvenuto nel giro di una settimana anche con il sostegno pubblico di qualche persona che mi ha convinto a fare questo passo, presentando il mio curriculum per un eventuale incarico.”

Un’esperienza unica, da cui ha ricevuto molto. “Ho avuto la fortuna di incontrare artisti e musicisti di grande qualità, stabilendo con qualcuno di loro anche un rapporto di amicizia fondato sulla stima e sul reciproco rispetto”.

E importante è stato anche il rapporto con gli studenti. “Questo Conservatorio ha grande qualità e picchi di eccellenza straordinari. Ci sono ragazzi straordinari per serietà, impegno e passione, che vengono da lontano e scelgono Fermo: a loro dovremmo essere grati da tanti punti di vista. Ma questo Conservatorio ha anche la fortuna di avere un ufficio di segreteria notevole, signore che lavorano con grande impegno e competenza, riuscendo a farlo pur rincorrendo problemi e pratiche, a volte, per fare un esempio, cercando di farsi comprendere dallo studente cinese che non conosce una parola di italiano. Quindi, il luogo di lavoro aiuta, aiuta a fare meglio e bene”.

Negli anni come Consiglio si è cercato di fare in modo che le progettualità potessero essere pienamente soddisfatte, perché meritavano attenzione e realizzazione. E contemporaneamente il Cda ha lavorato affinché il Conservatorio fosse percepito pienamente a Fermo e nel comprensorio come una ricchezza. “Un Conservatorio non chiuso, ma che si confronta perché ha una missione da svolgere: far crescere la cultura, in particolare quella musicale”. Da qui le tante collaborazioni attivate, le convenzioni con l’Università di Macerata e la Politecnica, i rapporti con il Montani di Fermo, il Liceo Artistico ed il Classico. “Lavorando insieme si cresce insieme” è la sua chiosa, prima di introdurre Giostra come professionista stimato, appassionato di musica e competente. “Miglior presidente non potrebbe esserci”.

“Siamo di fronte ad una realtà che è l’Università della musica – afferma Giostra, orgoglioso per la sua nomina – e che permette a chi vi accede di poter ottenere un titolo equiparato alle altre università. È una macchina complessa, con più di 70 docenti e 500 alunni. Devo essere grato ad una serie di persone, a partire dai genitori che mi hanno dato la passione per la musica; grato a zio Annio, che ha creato le premesse per cui potesse nascere il Conservatorio. Essere oggi il presidente mi metto nella condizione di disagio, ma spero che questo timore possa essere in grado di reggere il confronto con i precedenti”.

Il Conservatorio lo riporta al suo ciclo iniziale, a quando era “un bischero della musica”. “Mi ritrovo i miei migliori amici docenti, maestri o solisti di fama internazionale, come Di Rosa, Ricci e tanti altri. Oggi posso solo fare alcuni auspici: il Conservatorio dovrebbe fare un piccolo passo per rendere fruibile quello che fa, deve scendere nelle piazze, nelle scuole, nei bar. Penso a sit-in per far sentire a tutti la musica del Conservatorio, che non è chiusa in un genere o per pochi. Questo è un errore clamoroso, la musica si divide solo in musica bella o brutta, il resto non ci interessa. Arricchire la gente di messaggi musicali di qualità significa fare un favore a tutti. E la musica deve veicolare una sola cosa: l’emozione”.

E per raggiungere i suoi obiettivi, Giostra pensa soprattutto ad una maggiore sinergia con il Comune di Fermo ed il suo Assessorato alla Cultura, così come ad un lavoro sulla rete di relazioni molto proficue con le strutture scolastiche. “La musica deve entrare in tutti i modi. Immaginate la pausa di ricreazione del Classico: se ci fosse un ragazzo che suona un pezzo di Chopin o altri brani, appassionando gli stessi studenti e stimolando il loro interesse, sarebbe già un seme gettato”.

Tra le tante sfide anche quelle legate agli spazi e alle risorse. “La mia indole è quella di mediatore. Intraprendere reti di relazioni incentrate su stima e rispetto credo sia migliore dell’instaurare una conflittualità”.


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