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Grande successo
per “Il mio passo libero”, camminata
in musica tra Visso e Ussita

EVENTO - Più di mille persone tra le comunità montane ferite dal terremoto e ben cinque band locali a fare da colonna sonora: convivialità e intrattenimento nel rispetto per la natura per godere a pieno dello spettacolo paesaggistico unico che l’entroterra marchigiano sa offrire
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di Silvia Remoli

VISSO-USSITA – Una passeggiata tra le montagne, un pranzo all’aperto, una giornata in musica con i gruppi del territorio, ma anche momenti di riflessione e di condivisione, grazie all’accoglienza delle comunità terremotate: questa la formula vincente dell’evento nato dalle menti, o meglio dai cuori, di chi, come Jonathan Cipelletti e Milena Sebastiani, non solo non vuole dimenticare una ferita ancora aperta, ma vuole realizzare il modo per condividere un ricordo doloroso ed indelebile e addolcirlo con un giorno di gioia condivisa altrettanto memorabile. Sì, lo sanno anche loro, non basta né a risollevare né a risolvere, non è un modo per distogliere la memoria: tutt’altro. Spirito di aggregazione, sano divertimento, speranza, sono questi alcuni degli ingredienti necessari per non dimenticare, per rafforzare gli animi e per lanciare messaggi positivi.

“Il mio passo libero” è’ un’idea semplice, ma al contempo un progetto impegnativo: nasce da chi ama la musica e il sano movimento tra la natura come il fermano Jonathan Cipelletti (cantante e chitarrista della Lupo Alberto’s Band, dei Freakantò e della Wolf Gang) e da chi ama il reciproco aiuto e la coesione sociale tra le comunità come Milena Sebastiani (da anni figura istituzionale di Porto Sant’Elpidio, da sempre presente nelle manifestazioni solidali). Accanto a loro ovviamente si sono stretti sostenitori e collaboratori fondamentali per la realizzazione della giornata, che non si sono risparmiati e hanno investito tempo e forza, poi ripagati dal calore umano di tutti i presenti.

“Una risposta numerosa ed inaspettata” commenta entusiasta il vicesindaco di Visso, Alessia Rastelli, che, smessi i panni da amministratrice comunale, si è vestita comoda per passeggiare con la figlia piccola ed a fianco dei suoi concittadini . “Un’invasione di affetto” per Sante Basili, commosso per la sua Ussita, riempita di gente e di colori.

La passeggiata

Un cordone umano quello che ieri ha percorso 5,5 km tra i pendii della alta Valle del Nera sino a scorgere l’imponente Monte Bove, in una cornice meravigliosa: questo tratto unisce Visso a Ussita, i due estremi della camminata che ha percorso con rispettoso stupore i luoghi dilaniati dal sisma. Per una giornata gli occhi dei presenti hanno preferito la natura reale alle immagini virtuali degli schermi ai quali sono abituati per lavoro e per necessità. L’aria frizzante di una mite prima domenica di ottobre ha riempito cuori oltre che polmoni : il tempo si è un attimo fermato per guardare, godere insieme di quelli colori che solo certi paesaggi, belli come l’entroterra marchigiano, sono in grado di regalare.

Il pranzo e le attività commerciali locali

La domenica è la giornata dello stare insieme, in famiglia o con gli amici, e nella tradizione è uno di quei giorni in cui si ha tempo per sedersi con maggiore calma e serenità per mangiare in compagnia: ecco quindi che non sono mancati i prodotti tipici del territorio, con stand gastronomici  (ma anche di piccole attività commerciali, principalmente di prodotti fatti a mano) che hanno rifocillato tutti i camminatori.

La musica

Tanti i gruppi che hanno aderito all’invito di Johnathan Cipelletti per far riecheggiare, nel parco di Ussita, un’onda di energia naturale, proveniente dagli strumenti, poi  naturalmente accompagnati dalle voci del pubblico in festa. La musica è condivisione, la musica unisce tutti, grandi e piccoli, la musica può curare, o quanto meno alleviare fatiche e rischiarare pensieri oscuri. Ieri ne ha dato ulteriore dimostrazione grazie agli artisti che hanno dedicato la loro domenica ad un progetto puro e passionale, quale è “Il mio passo libero” in cui hanno creduto fermamente Jonathan and the Wolf Gang (Johnathan Cipelletti, Marco Primavera, Marco Baldassarri, Gianluca Amabili, Valerio Ricci); i Pupazzi  (Stefano D’Angelo, Salvatore Palmisio, Marco Primavera, Stefano Lelii,  Danilo De Berardinis); I Serpico (Roby Ciaffaroni, Ricky Palombo, Alfonso Belletti); gli Spaghetti a Detroit (Lorenzo Girelli, Tullio Gualtieri, Ivo Falasca, Giuseppe Rizzo); gli Iban Tribe (Alessio Marchegiani, Alessandro Burgio, Mauro Nicola, Luca Orlandi, Luca Leon Johnson).

Stefano Tosoni

Recitazione, lettura e riflessione 

“Il mio passo libero” spalanca le proprie porte  a tutte le forme di arte, anche diverse dalla musica. Sul palco si sono quindi alternati momenti di emozione e di espressione di pensiero: Matteo Salvucci si è aperto al pubblico raccontando, con ironia, anche di sé e del suo ruolo di psicologo al servizio dei bisognosi; Stefano Tosoni ha commosso tutti i presenti con il suo monologo “Faccio l’attore perché” (vincitore del premio ‘Asti Attore Doc’, motivo per cui vi invitiamo e vederlo su YouTube!); Carlo Pagliacci ha letto un estratto da “La notte della polvere”, suggestivo libro da lui pubblicato che narra proprio del terremoto ma curiosamente raccontato e visto dagli occhi di un lupo, reale abitante di quelle montagne ferite.

Più di mille presenze

Amanti della natura, sportivi, ciclisti, camminatori, appassionati del trecking, intere famiglie con bambini, e, tra questi, gente che ha deciso di festeggiare il proprio anniversario di matrimonio (Michela e Sandro giunti  a quota 28 anni), amici che hanno festeggiato compleanni (come Simone, Jonata e Gianluca) scegliendo il cielo di Visso e Ussita come location della loro ricorrenza speciale: tutti loro ieri hanno cantato e ballato, condiviso insieme una domenica sana, con gli occhi puntati verso l’alto ad ammirare il paesaggio distolti dalle distrazioni tecnologiche e dallo stress lavorativo: è stato come fermare il tempo per un attimo, rimettere in sesto le scale dei valori, ricordare che c’è qualcuno che non ha più la propria casa, ma ciò nonostante ha deciso di restare in quei luoghi, di far rimanere ben salde le proprie radici in quella terra che ha fatto tremare tutti, e non solo metaforicamente dalla paura.

L’organizzazione 

C’è chi è partito dalla costa di mattina presto, chi si è organizzato con le proprie auto, chi ha sfruttato il clima mite per un’uscita in moto e chi anche ha usufruito del pullman della Steat che da Fermo ha raggiunto Visso, punto di inizio per la passeggiata verso Ussita, e poi lo stesso autobus ha svolto un utile servizio navetta tra i due comuni montani per il rientro di tutti verso casa. L’associazione Unopuntocinque Eventi  (la cui ideatrice e direttrice artistica è l’ormai esperta Milena Sebastiani, che per prima ha toccato il dolore delle popolazioni terremotate, avendole ospitate nella sua Porto Sant’Elpidio attraverso le varie strutture ricettive presenti nel territorio che hanno risposto all’emergenza abitativa subito dopo le prime devastanti scosse) ringrazia quindi sia le persone che hanno aderito all’iniziativa sia le comunità montane per l’ospitalità che ha permesso ai suoi validi collaboratori (tra i quali la presidente Ilenia Benedetti, la consigliera Veruscka Perugini, il grafico Giampietro Capancioni) di realizzare la prima edizione di “Il mio passo libero”, pensando ovviamente al catering (affidato alla Domus di Frontignano) e la messa in sicurezza dei luoghi (grazie alla Croce Verde di Porto Sant’Elpidio ed agli Angel Ranger Italia). Di grande sostegno ovviamente anche i Comuni di Visso e Ussita e la Confartigianato. Ovviamente parte del ricavato della giornata è stato devoluto e finalizzato alla ricostruzione di questi luoghi disastrati dal sisma.

Un’esperienza da rifare 

Si conclude una giornata con un sorriso stampato in volto ma con delle contrastanti immagini impresse nella testa. A vista d’occhio infatti, tra le fronde dai colori caldi ed autunnali, di alberi verdi, gialli e rossicci, ci sono ancora abitazioni squarciate, pareti dilaniati dalle violente scosse di terremoto che hanno distrutto ciò che i sacrifici di tanti lavoratori avevano costruito. C’è ancora molto da fare, troppo da ricostruire, ma nel frattempo si avverte in misura diffusa il dovere morale di curare le ferite del cuore, aiutarle a rimarginare, accompagnarle nella loro dolorosa e lenta cicatrizzazione, e la gente comune (nel senso di semplice, dal cuore puro) lo ha fatto con l’amore e con il buonumore: è solo un piccolo aiuto, una metaforica mano sulla spalla, non è né pena né mero compatimento, ma comprensione e vicinanza, perché solo il tempo e l’onestà di chi ha fatto promesse concrete potranno completare l’opera compiendo tutto il resto del duro lavoro. Questo il pensiero di speranza che accompagnerà le gambe (e non solo) che vorranno ancora percorrere insieme una nuova edizione de “Il mio passo libero”.

i Pupazzi

I Serpico

Gli Spaghetti a Detroit

Jonathan and the Wolf Gang

Gli Iban Tribe

Matteo Salvucci

Jonathan Cipelletti e Milena Sebastiani

 

I luoghi devastati dal sisma nella alta Valle del Nera


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