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LA RECENSIONE – Steven Soderbergh propone un posto in prima fila sulle macchinazioni dietro lo scandalo Panama Papers: arriva “Panama Papers”

RECENSIONE - Il nome del regista non suona nuovo (tra i suoi molteplici progetti, la trilogia di Ocean’s, per dirne alcuni), è affidata a Steven Soderbergh la regia di questo film, basato sul libro Secrecy World: Inside the Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and the Global Elite del giornalista Jake Bernstei
lunedì 7 Ottobre 2019 - Ore 15:56
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di Eraldo Di Stefano

Il nome del regista non suona nuovo (tra i suoi molteplici progetti, la trilogia di Ocean’s, per dirne alcuni), è affidata a Steven Soderbergh la regia di questo film, basato sul libro Secrecy World: Inside the Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and the Global Elite del giornalista Jake Bernstein, sullo scandalo dei Panama Papers. Cast di grandi attori: Meryl Streep, Gary Oldman e Antonio Banderas.

Steven Soderbergh tempo fa aveva annunciato il suo ritiro dal mondo del cinema, ritiro fortunatamente non durato a lungo, ritornando sulle scene con diversi lavori: una commedia leggera con molti attori importanti (La truffa dei Logan), un thriller di suspance furbo e consapevole (Unsane), un drammatico sportivo (High Flying Bird). E poi è arrivato il turno di Panama Papers.

Panama Papers è il nome di un fascicolo riservato creato dallo studio legale panamense Mossack Fonseca, contenente informazioni e dettagli su migliaia di società offshore e sulle persone in essere coinvolti. Leader di stato, funzionari di governo e loro collaboratori e parenti stretti di oltre 40 paesi furono coinvolti in questo scandalo che oggi ispira questa pellicola.

Il film traccia e racconta come le reti finanziarie clandestine hanno contribuito sempre di più a rovinare il sistema, le “guide” per questo viaggio sono Ramón Fonseca (Antonio Banderas) e Jürgen Mossack (Gary Oldman), gli avvocati che gestivano la società panamense identificata come Culprit n.1 in questa pellicola, che guidano il pubblico attraverso questa storia di denaro e malanni aziendali, dai tempi delle caverne all’età dell’oro dei conti offshore. Le finte LLC (società americane corrispondenti a grandi linee alle nostre s.r.l.) create per sfruttare scappatoie fiscali, l’importanza della facciata rispetto ai fatti, il riciclaggio e gli inganni, sono gli elementi su cui si fonda questa storia.

Il surrogato del pubblico però è impersonato da Ellen Martin (Meryl Streep), una donna anziana che a seguito di una tragedia, cerca di ricevere dall’assicurazione un risarcimento. Non riuscendo ad essere liquidata, Ellen inizia ad indagare e si ritrova nel mezzo di una frode assicurativa che la conduce ad uno studio legale di Panama City. Il personaggio all’inizio presentato come apparentemente innocuo nasconde una spina dorale d’acciaio e la riluttanza a lasciar andare le cose.

Un film che riesce comunque a non essere pesante, un “documentario” commedia che scorre e soddisfa il pubblico quando finisce.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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