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Estorsione a un commerciante,
la Cassazione annulla la condanna
in appello di uno degli imputati

GIUSTIZIA - L'avvocato Daniele Cardinali: "La Corte di Cassazione ha evidentemente accolto le nostre tesi. Attendiamo dunque di leggere le motivazioni della sentenza della Suprema Corte, in vista del nuovo processo di appello: come sostengo sin dal primo grado, a mio parere i fatti devono essere ricondotti alla diversa fattispecie della truffa. Si dovrà dunque celebrare un nuovo processo, questa volta avanti alla Corte d’Appello di Perugia
martedì 8 Ottobre 2019 - Ore 12:27
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Corte di Cassazione

“Estorsione a un commerciante di Pedaso, la Cassazione annulla la condanna in Appello di uno degli imputati, processo di secondo grado da rifare a Perugia”, è quanto annuncia l’avvocato Daniele Cardinali, del foro di Fermo, che difende proprio l’imputato che si è visto annullare la condanna.

“All’esito dell’udienza del 4 ottobre scorso, la Corte di Cassazione – entra nei dettagli l’avvocato Cardinali – ha annullato con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Ancona che, a marzo dello scorso anno, aveva parzialmente confermato la condanna di primo grado e ridotto la pena comminata ad un uomo (residente sulla costa fermana) per le accuse di estorsione, in concorso con altri, denunciate a novembre 2016 da un commerciante (anche lui sulla costa fermana).

A seguito dell’intervento della Polizia di Stato, l’imputato (difeso dall’avvocato Daniele Cardinali), era stato arrestato insieme ad un sodale all’interno del negozio della asserita vittima, all’atto della consegna di un’ennesima somma di denaro, in precedenza “segnata”. Questi aveva anche dichiarato di essere stato vittima, nello stesso periodo, di una rapina ad opera di ignoti sicari, ritenuti al servizio del suo asserito estorsore.  Il primo grado di giudizio si era chiuso con la condanna dell’imputato, che aveva optato per il rito abbreviato, per tutti i fatti denunciati dal commerciante.

La Corte d’Appello aveva invece pronunciato assoluzione per il concorso in rapina perché ‘il fatto non sussiste’ e ridotto la pena per le contestate estorsioni a 2 anni e 4 mesi di reclusione, disponendo anche la revoca della misura cautelare.

Ora, accogliendo il ricorso della difesa, la Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado. Si dovrà dunque celebrare un nuovo processo, questa volta avanti alla Corte d’Appello di Perugia.

“La Corte di Cassazione – il commento dell’avvocato Cardinali, chiaramente soddisfatto – ha evidentemente accolto le nostre tesi. Abbiamo infatti eccepito sia l’impossibilità di ritenere la vittima credibile ed attendibile in maniera parziale e ‘frazionata’, sia la carenza di un’idonea motivazione per pronunciare una sentenza di condanna, che per essere legittima deve necessariamente chiarire i troppi dubbi e punti oscuri della triste vicenda. Attendiamo dunque di leggere le motivazioni della sentenza della Suprema Corte, in vista del nuovo processo di appello: come sostengo sin dal primo grado, a mio parere i fatti devono essere ricondotti alla diversa fattispecie della truffa”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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