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Con l’Its lavoro sicuro per l’85% dei giovani
“Così si riduce la distanza tra scuola e impresa”

FERMO - Le considerazioni emerse in occasione del Seminario sul Sistema di Istruzione Tecnica Superiore (ITS) nelle Marche
mercoledì 9 Ottobre 2019 - Ore 14:42
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di Andrea Braconi

La definizione più efficace su cosa sia l’Its l’ha data Mario Agostinelli, consulente del lavoro intervenuto al seminario sul Sistema di Istruzione Tecnica Superiore nelle Marche, tenutosi nella Sala Olivetti del Museo Miti di Fermo: “Usciamo da un percorso formativo che serve per fare determinate cose – ha affermato rivolgendosi agli studenti dei quinti del Montani e dell’Ipsia – ma ci manca il passo che ci collega alla realtà operativa”.

Ed è proprio lì che, secondo Agostinelli, c’è una distanza che può essere accorciata grazie all’Its: “La sua funzione è interconnettervi, buttarvi all’interno di un’impresa e darvi una formazione che sia di tipo aziendale”.

L’ITS IN NUMERI

Sono ben 4 gli Its marchigiani: oltre a quello fermano su Nuove Tecnologie per il Made in Italy, ci sono quelli di Fabriano (Its Energia), Fano (Its Turismo) e Recanati (anche in questo caso incentrato sulle Nuove tecnologie per il Made in Italy).

“Si tratta di 1.800 ore di lezione in 2 anni – ha spiegato il professor Mauro Tomassetti – con 800 ore di tirocini nelle aziende, per circa 5 mesi su 2 anni passati a misurarsi con competenze e contenuti che vengono insegnati negli stessi corsi”.

Alla fine c’è un esame di Stato, con rilascio di un titolo di studio statale riconosciuto in tutta Europa al 5° livello EQF. “I docenti provengono per il 70% dal mondo del lavoro, per il 15% dall’Università e per il 15% dall’Istruzione secondaria superiore. Quindi, c’è una forte prevalenza della competenza sul campo da parte di professionisti che lavorano a contatto con le aziende”.

Gli Its, ha ribadito Tomassetti, sono nati per mettere insieme soggetti che nel territorio hanno a cuore lo sviluppo economico e sociale dei cittadini (vale a dire Enti locali, scuole, aziende e università). “Questo circolo virtuoso ha prodotto in questi anni diplomati di qualità, in gruppi con un massimo di 25 studenti selezionati per ogni corso. Siamo partiti nel 2011 e i risultati occupazionali ci dicono che l’85% dei ragazzi ad un anno dal diploma lavorano nel settore per il quale si sono preparati. In alcuni corsi particolari si viaggia intorno al 100% di occupazione e spesso non riusciamo a rispondere a tutte le richieste delle aziende”.

LE NOVITÀ AL VIA

Due i corsi che partiranno quest’anno nell’ambito dell’Its Smart di Fermo, grazie all’impegno della compagine che vede protagonisti Iti “Montani”, Ipsia “Ricci”, Istituto Commerciale e Ipsia di Civitanova Marche, l’Agrario di Ascoli Piceno, le Università di Ancona, Macerata e Camerino, il gruppo industriale che fa parte della Fondazione Its (Confindustria Centro Adriatico e Confindustria Macerata, Assocalzaturifici, Cna e alcune aziende che hanno aderito singolarmente), le Province di Fermo e Macerata, oltre al Comune di Porto Sant’Elpidio.

Il primo corso, che partirà a fine mese, sarà incentrato su “Marketing e web strategy per l’internazionalizzazione del settore moda” e avrà come sede formativa il Commerciale di Civitanova Marche, mentre l’altro, che si terrà al Montani, riguarderà la figura di “Tecnico superiore delle produzioni e marketing nel sistema agroalimentare”. “Le aziende hanno richiesto determinati tipi di professionalità e anche questa risponde ad un’esigenza del territorio. Le domande scadono sabato 26 ottobre, la selezione verrà fatta lunedì 28 e l’inizio delle lezioni sarà mercoledì 30”.

TRA TEORIA E PRATICA

A portare una testimonianza concreta David Porfili in rappresentanza dell’azienda calzaturiera Manuelita di Grottazzolina, socia dell’Its e con circa 60 lavoratori dipendenti. “Mi occupo di ricerca e sviluppo sul processo produttivo, cosa molto diversa dal prodotto. Noi siamo andati a mettere in discussione tutti i vari processi dell’azienda ed abbiamo introdotto diverse innovazioni e tecnologie 4.0. Penso a videoproiettori all’interno della produzione, robot, macchine automatizzate, tablet e adesso stiamo lavorando su applicazioni specifiche. Siamo andati a lavorare anche sul perché il tirocinante vuole fare un’esperienza all’interno dell’azienda e quindi abbiamo creato un rapporto personalizzato, per un lavoro che complessivamente si è mosso per obiettivi”.

Chi ha collabora proprio con la Manuelita dopo aver scoperto a 38 anni le potenzialità dell’Its è Leonardo, diplomato nel 2000 proprio al Montani. Dopo 20 esami sostenuti all’Università, aveva tentato di studiare e lavorare contemporaneamente, senza riuscirci. “Quindi ho deciso di dedicarmi al mondo del lavoro, per diverse aziende di un certo prestigio, che però non danno il tempo di imparare il lavoro ma vogliono già persone qualificate. Ho deciso di cambiare e per 9 anni ho fatto il disegnatore cad cam per un’impresa. A causa di problemi aziendali non c’è stata la possibilità di continuare e così sono entrato nel sistema Naspi, la nuova denominazione della disoccupazione. A 38 anni di rimettermi in gioco e sono venuto a conoscenza del sistema Its: mi sono informato, ho visto che con questi corsi c’era un’altissima percentuale di assunzione e mi sono iscritto. Ma non pensate che questo corso sia una scuola classica. Non c’è solo teoria ma anche molta pratica. E questo nel mondo del lavoro è importantissimo, perché bisogna saper mettere le mani sul prodotto nel modo migliore”.

Anche Andrea Santori, presidente dell’Its fermano, nel suo ruolo di imprenditore ospita una ragazza tirocinante. “Produciamo pellami per calzature da 4 generazioni e siamo i primi in Italia ad aver fatto un progetto di circolarità. Con gli scarti stiamo studiando, in collaborazione con l’Iti ed una ragazza oggi in Finlandia proprio per fare ricerca, per utilizzarli come concime o come isolante termico”.

“L’imprenditore parla un altro linguaggio, è diverso, ha bisogno di un elemento che è la risorsa umana che non è esattamente quello che esce dalla formazione accademica – è stato l’Agostinelli pensiero -. E proprio qui con gli Its si restringono le distanze. Qui si incrocia una formazione che è pratica, che significa che entri nell’azienda, ci stai tante ore e che ti faccio vedere come si fa a livello pratico. Perché tu vuoi essere l’attore della tua vita lavorativa, il regista o la comparsa?” ha chiesto agli studenti prima di evidenziare come in ambito formativo Its e Università non siano affatto rivali. “Sono due cose che possono camminare benissimo insieme, ma che hanno un meccanismo diverso. Questa è una soluzione di formazione che vi dà l’opportunità di essere attori della vostra attività lavorativa ma che garantisce anche una risposta all’imprenditore”.

LA REGIONE

Ma di grande impatto sono stati soprattutto gli interventi, in apertura e in chiusura di mattinata, dell’assessore regionale Loretta Bravi. “Le vie sono due – ha rimarcato -: o si lavora o si studia, ma tutte e due chiedono una cosa, cioè la formazione. Una formazione mirata e con competenze mirate. Le nostre aziende cercano dei profili che non abbiamo, le nostre piccole e medie imprese hanno bisogno di innovare dentro la tradizione perché non siamo cinesi, abbiamo scarpe e prodotti alimentari di eccellenza, perciò dobbiamo competere sulla qualità. E proprio per questo la formazione deve essere mirata”.

Da qui l’Its è una opportunità. “Sono due anni che non pregiudicano nulla. Ragazzi, quando parliamo della Germania dobbiamo capire che noi non siamo la Germania, anzi, siamo trent’anni indietro. Quindi dobbiamo correre ai ripari per tante cose che non abbiamo più. Io voglio farvi capire che per ogni cosa servono passione, motivazione, percorso di studio e di lavoro. Ma non pensate di sognare: state dentro la realtà perché non vi abbiamo più abituati a lavorare e questo è gravissimo”.

Tolti i panni della “professoressa”, la Bravi è ritornata nel suo ruolo di assessore, spiegando come la Regione abbia investito 2 milioni e 350mila euro per far conoscere e frequentare l’Its. “La politica deve rispondere ad un fabbisogno, non lo deve ricreare. E siccome il fabbisogno c’è, deve rispondere a questo. Non è importante quello che facciamo, ma come lo facciamo. Quindi, due anni di Its specifici per lavorare con quelle competenze richieste poi aprono altri orizzonti. Non dobbiamo morire per capire cosa fare da grandi, uno sceglie a seconda di quello che è”.

E la stessa Regione degli Its ne rivendica, come in altri campi, una certa quota di governance. “Prima di tutto perché vengono fatti dal territorio, come qui a Fermo. E poi c’è un altro aspetto fondamentale che è la rete, per far sì che tutti abbiano le medesime opportunità”.

L’assessore ha ricordato come un elemento base di Industria 4.0 sia il capitale umano, che lei provenendo dalla filosofia preferisce chiamare “persona”, che sia capace di leggere il nostro tempo. “Noi abbiamo perso il contatto con la realtà, questo è il problema. Ecco perché l’Its è importante per l’orientamento, esistono tutte le scuole possibili, dal nido all’università, ma esistono anche i corsi. Nelle Marche abbiamo fatto 171 corsi di formazione che sono piaciuti perché vanno al punto: vi formano, conoscete la gente, vi fate un’esperienza e soprattutto vi permette di sviluppare l’intelligenza, l’andare oltre. È un percorso che puoi aiutarvi ad essere più concreti e volitivi, per capire come proseguire la vostra formazione”.


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