di redazione CF
Ancora un caso, l’ennesimo, di violenza di genere. Un episodio scioccante che si è concluso con il ricovero in ospedale per una donna e l’aggressore assicurato alla giustizia grazie al pronto intervento della polizia della questura di Fermo. La fine di un incubo, forse, si spera, per quella donna. Sicuramente per lei non sarà facile dimenticare, cancellare, le violenze subìte. Ma almeno da oggi potrà non subirle più.
“Lei è una cinquantenne ora italiana, di origine nordafricana, madre di figli avuti da una precedente relazione. Lui, pure italiano e di origine nordafricana, è da poco uscito dal carcere – la ricostruzione dell’accaduto da parte della questura di Fermo – dove era stato rinchiuso per reati in materia di stupefacenti.
Dopo un periodo di misura cautelare agli arresti domiciliari, dai quale era anche evaso, da pochi giorni era sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, dopo aver patito un ulteriore periodo agli arresti domiciliari.
Nonostante fossero in fase di separazione, lei lo aveva ospitato a casa sua per aiutarlo, per pietà, per dargli un luogo dove poter scontare la misura e permettergli di uscire dal carcere”. Dal gesto amorevole della donna, alla sfiorata tragedia.
L’AGGHIACCIANTE RICOSTRUZIONE DEI FATTI
“È il tardo pomeriggio di ieri, quando i vicini di casa chiamano il 113: da casa dei due provengono delle grida di aiuto da parte della donna, che cerca di fuggire lungo le scale del condominio. Lui la insegue, cerca di bloccarla, le tappa la bocca con una mano per non farla urlare.
La donna è sanguinante, cerca di tamponarsi la testa con un panno, ma si accascia al suolo, esausta. I figli, tra cui un minorenne, non sono a casa. Lui, con le mani ancora insanguinate, continua a strattonarla nel cortile condominiale, cercando di farla rientrare a casa. Lei, in ginocchio, invoca pietà, ma ecco che arriva precipitosamente la Volante della Polizia che coglie in flagranza l’uomo.
La donna è ferita alla testa con più lesioni, sanguina copiosamente, ma è ancora lucida. Lui cerca di cancellare le tracce del suo gesto, cambiandosi la maglietta insanguinata, ma ormai è incastrato.
Arrivano anche i sanitari del 118, la Squadra Mobile con la Polizia Scientifica”.
E la questura non ha dubbi sull’accaduto “Ormai tutto è chiaro: dopo l’ennesimo diverbio lui l’aveva inseguita, picchiandola e colpendola più volte alla testa con un martello da muratore e, non soddisfatto, la stava inseguendo per pugnalarla con un grosso coltello.
L’ARRESTO DELL’UOMO E I SOCCORSI ALLA DONNA
“La Polizia di Fermo si è ritrovata in un appartamento dove c’erano dappertutto tracce di sangue e dei tentativi della donna di difendersi dalla furia violenta dell’ex marito. Immediato – concludono dalla questura – l’arresto dell’uomo ed il contestuale trasporto in ospedale della vittima. Fortunatamente l’attuale stato di salute della donna, nonostante il forte trauma cranico e le plurime ferite lacero-contuse alla testa ed al ginocchio, non desta preoccupazione.
L’autorità giudiziaria ha disposto anche il trattenimento in carcere dell’uomo, proprio perché in passato si era reso protagonista di violenza contro la donna. L’arresto è stato convalidato dall’autorità giudiziaria che ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’uomo violento”.
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